Un tranquillo weekend di follia.

Arrivata alla fine di questo luuungo weekend, posso dire senza paura di essere più stanca di prima.
Non che sia andata a lavorare nei campi, eh, ma diciamo che non sono stati giorni proprio rilassanti.
Ci sono stati operai in casa fino a ieri sera, con musica di Rihanna a tutto volume ed un’incontenibile voglia di fare gli amiconi ogni volta osassi materializzarmi nelle loro vicinanze, e già questo ha reso meno paradisiaco l’avere la casa tutta per me.
A dirla tutta, anzi, in casa ci sono stati più loro che io, in totale.
Domani, una delle tedesche se ne andrà forevah e così sabato sera abbiamo pensato di far festa in suo onore.
Cena spartana a casa e poi di corsa verso un locale proposto dalla rumena, dove il suo ragazzo è lo chief bartender (motivo per il quale tutte le altre hanno accettato subito: ragazzo barista=alcool gratuito, si sa!).
Locale carino, con musica non troppo fastidiosa, staff disponibile e cocktail buonissimi a prezzi onesti.
Peccato fosse a Pinner.
Ossia a Nord Ovest.
E noi tutte abitiamo a SUD Ovest.
E in una città grande come Londra, non è un partcolare da sottovalutare, ecco.
Dopo un treno, tre metro ed un autobus, siamo giunte a destinazione e siamo state accolte da shottini gratuiti, così, tanto per iniziare in bellezza.
Dopo qualche ora, le tedesche sono andate via ed io sono rimasta a far compagnia alla rumena, fino a chiusura.
Errore madornale!
Mi sono ritrovata a dover riportare un’ubriaca tendente al triste dall’altra parte della città, in piena notte, con un clima invernale (i vetri delle auto erano ghiacciati, non so se mi spiego.) e vestiti troppo leggeri addosso.
Per farla breve, potrei riassumerla così: cab companies che non rispondono al telefono/non conoscono l’indirizzo/non servono la zona; cab a caso (non quello che, dopo ripetuti tentativi di comunicazione col tizio arabo del centralino, ero riuscita infine a prenotare.) fino alla fermata del notturno; perdita del notturno; attesa di quaranta minuti tra gente poco raccomandabile; notturno per TRENTANOVE fermate seduta accanto a tipa pazza che urlava da sola; altro notturno; rendersi conto di essere su quello sbagliato; notturno giusto per un’altra decina di fermate; gelo totale; una cosa come 3 o 4 km (ma forse di più. Sì, decisamente di più.) a piedi, a quel punto ridendo di cuore dalla disperazione e tremando per il freddo; tratto finale in mezzo al parco con tanto di “sticazzi se ci ammazzano, di qua è più veloce!” (Cappuccetto Rosso non mi ha insegnato niente, a quanto pare.); arrivo alla porta di casa alle 04.33; lavare piatti invece di andare a letto (“ché tanto lo so che domani poi non mi va!”); raggiungere il letto ed aver voglia di piangere dalla gioia!
Ecco, il giorno dopo avrei voluto trascorrerlo a dormire e dormire e poi ancora dormire.

Invece no.

Perché avevo promesso all’amico De. che ci saremmo visti e lui si è fatto fissare un giorno off appositamente per me, potevo mica abbandonarlo?
Ebbene, avrei dovuto!
L’idea era quella di andare a visitare la zona di Highgate e, ovviamente, anche il famoso cimitero, così ho iniziato la lunga traversata, provando a non scoraggiarmi. (Highgate è a Nord: ero DI NUOVO lontana millemila km da casa e sapevo che non avrei rivisto il letto se non dopo ore.)
Ho dovuto fare i conti con alcune stazioni metro chiuse per lavori ed alcuni autobus deviati, ma ce l’ho fatta e stavo quasi per recuperare il buonumore.
Ma il peggio doveva ancora arrivare.
L’amico De. è una cara persona, ma ha un grave difetto: non si informa.
Esce di casa e basta, senza chiedere al fidato google dove diavolo debba andare, senza chiedere al maledetto TFL quali siano le linee funzionanti e quali quelle bloccate (dato che in questa città c’è SEMPRE qualche lavoro in corso, qualche festa, qualche manifestazione. Un po’ come a Roma, solo che qui hanno la cortesia di avvisare la gente e, magari, offrire alternative. A Roma puoi pure morire lì dove ti hanno mandato. Cioè nel nulla. Cioè a Quintiliani. Ma questa è un’altra storia.), senza chiedere a CityMapper quale sia il percorso più veloce o anche solo quello giusto.
Così ha iniziato a mandarmi messaggi a raffica comunicandomi di non sapere e proprio mentre cercavo una soluzione, si è infilato in metro (sempre a caso) e non l’ho mai più sentito.
Le ore passavano ed io avevo già visto tutto il quartiere, scovato il MERAVIGLIOSO Holly Village (vi prego, cercate HOLLY VILLAGE LONDON su google immagini e vi renderete conto di cosa parlo.) dove ho deciso di andare a vivere, coccolato un gruppo di morbidini ciccioni e desiderato ardentemente di uccidere l’amico De.
Mentre guardavo con tristezza l’ingresso dell’Highgate Cemetery constatando che entrarci da sola senza di lui sarebbe stata un po’ una bastardata, il cartello degli orari mi ha confermato che no, non ce l’avrei fatta a visitarlo, dato che l’altro era ancora in alto mare.
Una serie di surreali telefonate dopo (“Sono all’ingresso dei Parliament Hill Fields.”, “Quale?”, “L’ingresso.”, “QUALE?”, “L’ingresso grande.”, “Pure io, in teoria, ma ce ne sono duecento!”. Ecc.), siamo riusciti ad incontrarci ed abbiamo pensato di insultarci a vicenda davanti ad un pessimo milkshake ed una orrenda fetta di cheesecake al cioccolato.
Alla fine abbiamo optato per una passeggiata a Parliament Hill Fields, appunto, rassegnandoci alla sfiga della giornata.

Oggi è l’ultimo Bank Holiday prima di Natale e chiaramente piove a dirotto da stamattina, per la mia gioia e per il dispiacere di tutti gli altri.
Questo non mi ha fermata dall’andare a fare un giro al Notting Hill Carnival, armata di stivali di gomma gialli ed ombrellino a pois.
A me il concetto di Carnevale sfugge un pochino, ad essere sincera.
Non comprendo l’allegria immotivata ed in realtà non me n’è mai fregato più di tanto.
Tranne che per la parte del travestirsi, io adoro travestirmi!
Solo che questo non è un Carnevale di quel tipo; non principalmente, almeno.
Si tratta più che altro di una marea (ripeto: UNA MAREA) di gente ubriaca marcia dalle 11 del mattino (in poi) che urla e si dimena a ritmo di musica caraibica e/o hip hop per le strade di un’irriconoscibile area che di solito è abbastanza tranquilla ed anche piuttosto costosa.
Ci sono banchetti di cibo (soprattutto carne alla brace di ogni tipo) in ogni singolo angolo ed un sacco di palchi improvvisati con gente che suona (per lo più percussioni) e/o mette musica a palla.
Più la parata (a cui puoi partecipare solo se sei mezzo nudo, a quanto pare.) che va avanti per ore, naturalmente.
Chi vive e/o lavora da quelle parti, la ritiene più una scocciatura che altro, considerando il blocco del traffico ed il casino fino a tardi per (almeno) due giorni, ma è una tradizione molto famosa in questa città ed ogni anno attira centinaia e centinaia di giovani vogliosi di far festa per strada.

Ho resistito un paio d’ore, non di più.

Sarà che non ero ubriaca e quindi non sono riuscita ad entrare pienamente nello spirito, sarà che ho deciso di andarci da sola, sarà che una giornata di pioggia così perfetta è fatta per essere ascoltata in silenzio.

Comunque ormai i gatti del quartiere mi conoscono tutti e sanno che quando passo io ci sono coccoline in arrivo!

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Categorie: Ordinary li(f)e, TheLondonAdventures, Uncategorized | 2 commenti

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2 pensieri su “Un tranquillo weekend di follia.

  1. Capisco perfettamente il tuo disagio sui bus notturni, nord ovest e sud ovest coprono una distanza pari a quella della Contea con Mordor! LOL
    Le cabs di Addison Lee mi hanno salvato la vita piú e piú volte. Hanno un servizio impareggiabile, sono oneste coi prezzi e ti mandano i messaggini anche dopo averti portata a casa (del tipo “Sei entrata? Tutto bene? Devo infilarla io la chiave nella toppa?!”. SI fa per dire, ma sono davvero professionals).

    Al carnevale di Notting Hill ci devi andare la domenica per evitare la massa di ubriaconi stolti. Io ieri ho scostato le tende, visto la pioggia e me ne sono tornata a letto, nel quale ho stazionato pressoché tutto il giorno. Aaaaah, ieri ho fatto proprio la morbidina! 😀

    • Ahahahah, ti immagino arrotolata tra le coperte con tanto di orecchie a punta! 😀

      Comunque al Carnival ho evitato di andare domenica perché c’erano gli eventi per famiglie… e quando sono fuori servizio, preferisco evitare orde di bambini!
      Addison Lee sia, segno immediatamente!

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