Archivi del mese: ottobre 2012

Rimedi.

 

Annunci
Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | Lascia un commento

Yeah!

 

Categorie: Imagine, Somebody told me | Lascia un commento

Perché sorridi?

Perché quando ti svegli SPONTANEAMENTE alle 7.30, non ti pesa affatto e riesci ad apprezzare il valore delle prime ore di luce.
Perché sapere di poter mangiare waffel a colazione, volando con i pensieri fino in Belgio, lascia un sapore dolcissimo a tutto il resto della giornata.
Perché hai dimenticato il portafogli e non puoi comprare quello che dovresti, ma hai la macchina fotografica per catturare quello che davvero vuoi.
Perché la collinetta naturale in quello che tu chiami “parco”, ma che “parco” proprio non è, è ancora gremita d’Autunno, nonostante il passaggio dei giardinieri e del temporale. E allora le corri incontro, ignorando i passanti, superando le auto, e ti lasci cadere ai piedi di quegli alberi che ancora resistono al vento, tenendosi strette le ultime foglie colorate di Ottobre che quasi saluta.
Perché il Monviso si erge, bianchissimo, a far da guardiano alla città, ma dura solo pochi istanti. Poi sparisce, di nuovo, inghiottito da quel cielo palpabile, che domani sarà incredibilmente vicino.
Perché quando dimentichi la grossa tazza di tè vaniglia&caramello sul comodino, troppo rapita dai giochi dei gatti, non t’importa se la ritrovi congelata, e la bevi lo stesso.
Perché ti hanno promesso neve, o almeno nevischio, proprio per domani. Domani che sarà ancora Ottobre, e quindi prestissimo, e quindi la gente si arrabbierà.
Perché non hai ancora scelto l’abbigliamento per la festa, né sistemato i capelli, e lui sarà certamente bellissimo, il più bello di tutti, come sempre.
Perché hai ritrovato il tuo maglioncino arancione e, in fondo, non è poi così brutto e non ti sta poi così male, oggi che l’aria è così fredda.
Perché la musica è quella giusta e l’atmosfera quella perfetta, carica di promesse.
Perché sarebbe impossibile fare altrimenti.

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 4 commenti

HATEens.

Il brutto di sembrare adolescenti è che gli adolescenti veri si prendono la libertà di usare – con me che potrei essere quantomeno la loro ragazza-madre – quell’atteggiamento irritante, irrispettoso ed imbecille che li contraddistingue.
Non me ne vogliate, se doveste essere parte della categoria, ma io posso avere a che fare solo con le fasce d’età 0-5, 21-60.
Tutto il resto, solitamente, mi provoca violenti attacchi di misantropia e sfiducia nel genere umano.
Darwin non aveva affatto ragione, ne sono sempre più convinta.

Ad ogni modo, anche se ai tempi di questo video Christie era ancora, appunto, adolescente (ma scommetto che lei era adorabile anche allora.), in pochi sanno raccontare sensazioni Autunnali come lei.
Quindi, senza ulteriori indugi…

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 3 commenti

5 o’ clock p.m.

 

Categorie: Imagine | 1 commento

Rimuginando.

C’è una poesia sottintesa nel ritagliare una pioggia di foglie dalla prigione della carta dipinta da mani bambine.
Perché, qualche metro più in là, oltre quella porta a vetri che lascia entrare un po’ di mondo, l’asfalto è davvero affollato di quegli stessi colori.
Seduta sull’erba umida, di fronte alla danza delle fiamme arancioni, ho ignorato il bruciore insistente che le caldarroste lasciavano scivolare tra le mie dita, seguendo con gli occhi quell’istante dolcissimo.
Non è stato facile, parlare.
Non è stato facile per niente.
La voce usciva incerta, ma velocissima. Quasi seguita a ruota dalle lacrime, prontamente inghiottite dall’ultima ombra di pudore.
Non è stato facile, né liberatorio, né bello.
Ma è stato giusto. Onesto.
Le ore, d’improvviso, sono diventate più lunghe, più mie.
Ci sono giorni che meriterebbero di esser fotografati e poi strappati con decisione.
Per conservare, nel profondo, l’eco di quel suono tremendo che, altrimenti, svanirebbe come non fosse mai stato reale.

E’ ancora Autunno, mite e leggero.
Ma adesso si comincia davvero, lo giuro.

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | Lascia un commento

Every day.

 

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 2 commenti

Anakin, Viola e l’Autunno.

Ah già, ma non vi avevo ancora presentato ANAKIN MIAOWALKER!
Eccolo qui, in tutto il suo splendore:

 

Sembra un innocuo cosino, vero?
In realtà è un pazzo scatenato che corre in giro per casa distruggendo tutto ciò che si trovi, malauguratamente, sul suo cammino, miagolando insistentemente non appena io prenda qualcosa – qualunque cosa – dal frigo.
Ormai lui e Morgan sono inseparabili, giocano e lottano tutto il giorno, poi il povero morbidino primogenito si stanca e si rifugia sull’armadio per trovare un po’ di pace, dove il piccolo non riesce ancora a raggiungerlo.
Sono davvero uno spettacolo, da vedere. 🙂
E poi, svegliarsi con questi due addosso che fanno tante fusa a me e ad M. è qualcosa di indescrivibile.
Lotta love! *__*

Dato che sono in vena di tediarvi con qualche piccolo scatto, vi comunico anche che io e Violante Placido siamo ormai grandi amiche. (Sto romanzando, n.d.r.)
Questa foto lo dimostra:

Dimostra anche quanto farei meglio a non affiancarmi a donne così disumanamente belle, ok, ma questi sono dettagli tralasciabili.
A moltissime persone non piace la Violante-attrice, ma io vi sfido a non apprezzarla come cantante.
Ho amato follemente il suo primo album “DON’T BE SHY” e, quando ho scoperto che sarebbe stata in concerto nella cittadina in cui vivo attualmente, ho implorato un mio amico perché mi accompagnasse al locale, venerdì sera.
Viola è in tour con Lele Battista, al momento, per un progetto di collaborazione sperimentale che la vede interpretare, per la prima volta, molti pezzi in italiano, a mio parere davvero notevoli, sia a livello di testi che di musica.
E’ stato un concerto intenso, piacevolissimo, d’atmosfera, intimo.
A metà del quale, il mio amico mi ha lasciata sola, per correre verso questioni urgenti.
Nonostante avessi forti dubbi sul come tornare a casa, sono rimasta a godermi la serata dalla prima fila, fino alla fine, per poi fermarmi un po’ a riprendere possesso delle mie povere gambe atrofizzate.
E’ stato a quel punto che il batterista è spuntato da una stanzetta e mi ha praticamente trascinata nel backstage, ringraziandomi per le fotografie scattate durante il concerto, così dal nulla. O_o
Morale della favola: sono rimasta a far festa con loro fino alle 2.00, bevendo birra, parlando di musica, di viaggi, di traslochi, di scelte importanti.
E beccandomi una marea di abbracci e baci da Viola, alla faccia di tutti i maschietti che sbavano quando la vedono fare la sexy al cinema!

Dopo questi rapidi aggiornamenti senza un vero perché, non posso che lasciarvi la consueta track Autunnale… a proposito, ma la state apprezzando o no, la mia FALLing Playlist?

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 8 commenti

…wait for it…

Con un asciugamani avvolto sulla testa, come un buffo turbante, me ne sto ad aspettare.
Aspetto che la stoffa ruvida raccolga un po’ dell’umidità che adesso mi tinge i capelli, per poterli pettinare ed asciugare con cura.
Aspetto che Morgan ed Anakin (alla fine non ho potuto resistere all’idea di sentire il tema musicale dell’Impero nella mia testa, ogni volta che vedrò passare questo cosino in giro per casa, ghghgh. 😀 ) entrino abbastanza in confidenza da poterli coccolare entrambi contemporaneamente. (Per ora si rincorrono, si scambiano le ciotole e combattono dappertutto, facendo un incredibile casino.)
Aspetto che il grigiore diffuso si trasformi in pioggia, per poter dire ad M. “Te l’avevo detto!”.
Aspetto che l’armadio si apra magicamente da solo, mostrandomi il perfetto outfit per la serata per la quale proprio non sono fisicamente pronta. (Svegliarsi tutti i giorni alle 6.00 per andare a prendere l’autobus mentre ancora splendono le stelle – quando si vedono – sta diventando davvero pesante, a quest’età.)
Aspetto, come sempre, l’ultimo minuto utile per comprare le batterie per la macchina fotografica, rischiando di restare senza anche oggi.
Aspetto l’accensione dei termosifoni, perché proprio non mi va di aggiungere uno strato al mio attuale abbigliamento decisamente troppo leggero.
Aspetto, perché l’attesa dà un senso più dolce a queste ore senza altra voce che la mia.

Pescata per voi dalla FALLing Playlist:

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | Lascia un commento

I racconti dell’autobus.

LUI: “Scusa, posso mica tirare la tendina, così entra meno sole?”
IO: “Certo, fai pure.”
LUI: “Ho notato che prendi spesso quest’autobus, ma a che scuola vai?”
IO: “All’asilo nido.”
LUI: (Risata.)
IO: “Dico sul serio.”
LUI: “Beh, ma quante volte sei stata bocciata, allora?”
IO: “Vado all’asilo nido come maestra.”
LUI: “Ma quanti anni hai?”
IO: “Mi sa 10 più di te.”
LUI: “Che esagerata! Guarda che io ne ho quasi 16!” (Con orgoglio.)
IO: “…appunto!”

[Gelo. Amici che urlano, in sottofondo “Guarda che non te la dà!”. Resto del viaggio in silenzio.]

Categorie: Ordinary li(f)e | 5 commenti

Blog su WordPress.com.