Archivi del mese: novembre 2012

Try, please.

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Categorie: Imagine, Somebody told me | 1 commento

Buona partenza, pessimo finale.

A volte WordPress non mi riconosce e allora mi chiede di identificarmi.
Ci resto sempre un po’ male, se devo essere sincera, perché è vero che sono incostante e lunatica, ok, ma credevo che la nostra fosse ormai una relazione seria, dopo un anno di confidenze.
In questo finale di giovedì che sembrava proprio non voler finire, sono stata abbandonata anche da M., mentre i morbidini mi ignorano ronfando bellamente quasi DENTRO i termosifoni.
Non ricarico il cellulare da giorni, così posso evitare di scrivere sms di cui mi pentirei immediatamente dopo l’invio, inoltre ho già avuto la razione di “ciarle” telefoniche di mia madre, quindi sono davvero isolata dal mondo parlante, al momento.
E, dato che ho nominato mia madre, vi dirò che la santa donna ha già un bell’albero di Natale fatto e finito, nel bel mezzo del soggiorno.
Da martedì.
Ora capite da chi ho ereditato lo Spirito Natalizio?
A proposito di ciò, ho avuto in regalo un albero (rigorosamente finto) di ben 2 metri e 10!
Non ho idea di dove piazzarlo, a dire il vero, ma fingo di avere tutto sotto controllo.

E non lo faccio solo con l’albero, ecco.

Ci sono sensazioni che proprio non riesco a scrollarmi di dosso e non so più nasconderlo come dovrei.
Se scoprissi di essere sempre ammalata perché mi rode da matti il fegato, non me ne stupirei.
Non m’importa di quanto sia ridicolo o infondato il mio fastidio, resta comunque un problema reale PER ME.
Che mi rovina i rari momenti privi di fretta che riesco a guadagnarmi con fatica sempre maggiore, ormai.
Che mi fa aggrovigliare lo stomaco ed inacidire le parole.
Che mi colma di malumore e mi trasforma in chi proprio non vorrei essere.
Vorrei quantomeno una risposta, un commento, una rassicurazione.
Qualcosa di un po’ più sostanzioso di una, UNA misera frase fatta, buttata lì con fermezza dopo il silenzio.

Ma che cazzo dovrei fare, ancora?

“PER PAURA DI SCOPRIRMI VUOTO, HO ESPLORATO POCO…”

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366 giorni. (Perché il 2012 è bisestile.)

Ma… ma… questa proprio non me l’aspettavo!
La mia barra delle notifiche mi segnalava uno strano simboletto mai visto prima, simile ad una coppa… ci ho cliccato sopra, incuriosita, e… WordPress mi ha fatto gli auguri per il nostro primo anniversario, ricordandomi che ho aperto questo blog, che ancora mi sembra giovanissimo, esattamente un anno fa!
Che emozione, quasi quasi M. ed io dimentichiamo il nostro anniversario, eppure WordPress si ricorda di me!

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Ah già, vi salutano i Blood Red Shoes! :P

 

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Casi Umani – Episodio 3.

Quello che segue, è forse il mio psicolabile preferito, per certi versi.
Se non altro, è sempre un ottimo spunto di conversazione, nei momenti di noia.

  • La creatura della notte. (Ma non parliamo di prostitute, purtroppo.)
    Quando una ragazza esce da una lunga e piuttosto tormentata storia d’ammmore, cosa desidera?
    Uscire a divertirsi con le amiche, naturalmente!
    Ed è da lì che è nato tutto.
    Dopo aver affrontato, da sola, un romantico weekend inizialmente programmato per 2, dopo aver scritto milioni di pagine, dopo aver interpretato il ruolo di Cascate del Niagara per un po’… mi sentivo finalmente pronta ad affrontare la nuova vita da single.
    Così, dopo aver indossato le mie calze portafortuna, mi sono lanciata in pista con le mie amiche, al terzo piano del famoso Qube.
    A quei tempi (non so ora, non ci vado da anni, sigh.), al giovedì sera si ballava sulle note dei successi Rock, al terzo piano, dopo l’esibizione della cover band di turno.
    La serata stava andando bene, ci divertivamo, stavamo ballando da un paio d’ore, quando mi hanno fatto notare che un tizio, un po’ più in là, mi stava fissando da tempo.
    La birra e le luci confuse mi hanno detto che non era poi così male, così gli ho sorriso da lontano e, nel giro, di pochi secondi, me lo sono ritrovato accanto.
    Ha esordito bene e ci siamo messi a parlare di musica, cercando di capirci oltre il casino.
    Ci siamo presentati, abbiamo spostato la conversazione in una sala un po’ meno rumorosa e sembrava tutto molto tranquillo, non mi si era acceso nessun campanello d’allarme.
    Al momento dei saluti, è scattata automaticamente la richiesta del numero di telefono, alla quale ho risposto con piacere, spinta anche dalle mie amiche, ben contente di vedermi socializzare con qualcuno, per una volta.
    Il giorno dopo, ci siamo scambiati qualche sms ed abbiamo deciso di rivederci per una birra, per conoscerci un po’.
    Non avevo alcuna intenzione di tuffarmi in una nuova storia, ma ero sicura del fatto che chi ci prova con qualcuno in un locale non sta di certo cercando l’amore della vita.
    La serata è stata… lunga.
    Il tizio si è rivelato piuttosto noioso e fin troppo propenso a confidare suoi intimi segreti che proprio nessuno gli aveva chiesto.
    Ho cercato, più volte, di spostare il discorso su altri argomenti, ma lui continuava, imperterrito, a tornare sulla sua adolescenza difficile (“perché ero diverso da tutti gli altri.”), sulla sua passione per il disegno (“pochissime persone hanno visto i miei disegni, perché sono cose molto personali, ma mi hanno detto tutti che sono davvero bravo.”), sulla sua ossessione per “Nightmare before Christmas” (“Renato Zero è un genio, so a memoria tutte le canzoni del film, io sono IDENTICO a Jack!”) e blablablargh!
    A metà serata, mi aveva già presentato suo fratello (“quando sei andata al bagno mi ha detto che sembri proprio perfetta per me!”) e raccontato, per filo e per segno, ogni suo più profondo pensiero, facendomi venire voglia di strozzarmi con le patatine fritte, per porre fine a quel supplizio.
    Fuori dal pub (nella zona più periferica, squallida e deprimente di Roma, dove non ero mai stata), siamo andati a sederci su un muretto, in mezzo al gelo, perché lui doveva fumare, sistemandosi in pose che, secondo lui, dovevano renderlo sexy e misterioso, credo.
    Ero ormai muta, stanca e mortalmente annoiata, quando mi ha afferrato una mano e si è avvicinato pericolosamente, intenzionato a baciarmi.
    Mi sono spostata subito, inorridita, ed ho farfugliato qualcosa che neppure ricordo, per togliermi dall’imbarazzo.
    Lui ha reagito bene, ESAGERATAMENTE bene, sorridendo ed affermando di aver finalmente trovato “una ragazza seria, come quelle di una volta. Una piccola Audrey Hepburn, che poi secondo me è la donna perfetta!“… O_O
    Non che avessi dubbi, ma quella frase mi ha definitivamente convinta a non volerlo vedere mai più.
    Mi ha accompagnata a casa cantando a squarciagola – indovinate un po’? – la colonna sonora di “Nightmare before Christmas” (probabilmente non possedeva nessun altro cd, in auto.) e terrorizzandomi con racconti inquietanti, mentre eravamo fermi ad un semaforo in mezzo al nulla, dove, tempo prima, dei pazzi incappucciati avevano aggredito un automobilista.
    A fine serata, ho tirato un sospiro di sollievo e mi sono detta che, almeno, avevo rimediato da bere gratis.

    …ma l’incubo doveva ancora iniziare!!!

    Il mattino seguente, ho trovato il cellulare INTASATO di suoi sms in cui mi diceva di essere stato benissimo, di aver passato la serata perfetta, di sentirsi FELICE dopo tanto tempo, e cazzate simili.
    Tutti sms lunghi almeno 3 pagine, pieni di puntini sospensivi usati a caso e termini in disuso dal 1800, naturalmente.
    Perché lui amava definirsi “un’anima antica” e, poverino, in passato era stato brutalmente mollato da alcune ragazze che non sapevano apprezzare il suo “romanticismo d’altri tempi” che, naturalmente, scaturiva dal suo essere una “creatura della notte”.
    (N.B.: NON STO ROMANZANDO, SONO TUTTE PAROLE SUE!)
    Non contento, aveva scritto una lunghissima poesia in cui paragonava me alla Luna e sé stesso ad un vampiro… -_-”
    Ho provato ad ignorarlo, ma mi sono accorta di avere il suo portafogli in borsa, dato che la sera prima mi aveva chiesto di tenerlo lì mentre era fuori a fumare.
    Infatti, puntuale, è arrivato il messaggio in cui mi chiedeva di vederci per riaverlo.
    Ci siamo accordati per incontrarci in stazione e lui ha insistito perché ci trovassimo esattamente tra il binario 7 ed il binario 8… il motivo, ridicolo più che mai, l’ho scoperto solo al suo arrivo(“In realtà sono arrivato puntuale, ma sono rimasto in disparte a guardarti da lontano, perchè sei un’immagine bellissima.”… OEMMEGGì.)… vi consiglio di sedervi, perché il grado di romanticismo di quest’affermazione potrebbe sconvolgervi: “Ieri mi hai detto che il tuo numero preferito è l’8, invece il mio è il 7. Ti rendi conto? Ci separa solo un numero, non può essere una coincidenza! E’ come se 8+7 facesse 1!”… ancora oggi mi chiedo che diavolo intendesse dire. -_-”
    Impegnandomi con tutta me stessa per non mandarlo a cagare in modo violento, ho iniziato un lungo discorso per dirgli che stava esagerando e che, sinceramente, non avevo alcuna intenzione di cominciare a frequentare qualcuno in modo “serio”, né tantomeno lui, col quale proprio non era scattato nulla.
    Lui si è incupito, ha abbassato la testa ed ha iniziato a sospirare pesantemente.
    Mi ha chiesto più volte di ripensarci, invitandomi a non buttare via qualcosa di così perfetto (ma cosa??) e che di sicuro provavo anch’io, sotto sotto (certo).
    Gli ho fermamente risposto che non provavo un bel niente e che neppure ci conoscevamo, alché lui ha pronunciato la sua migliore battuta: “Amare non vuol dire conoscersi.” (pausa; sale su un treno in partenza diretto chissà dove) “…io… ti amo!”, lasciandomi inebetita. O_o
    A casa ho raccontato tutto alle mie coinquiline, e ci siamo fatte grasse risate alle sue spalle, ignare della testardaggine di tale personaggio.
    Ha continuato a scrivermi insistentemente su msn (il cui contatto ci eravamo scambiati per metterci d’accordo su dove incontrarci, la prima sera), dedicandomi poesie su poesie ed inviandomi un suo disegno rappresentante me e lui che ci baciavamo sotto la luna…
    Ora, non vorrei infierire, ma devo dirlo: le sue mirabolanti capacità di disegnatore erano, ovviamente, inesistenti.
    Il disegno faceva cagare, e non sto esagerando.
    Lui, però, voleva assolutamente regalarmelo e minacciava di portarmelo a casa ed aspettarmi davanti al cancello finché non mi fossi fatta viva.
    L’ho bloccato, ho preso l’abitudine di cancellare i suoi sms senza leggerli ed ho sperato che non si presentasse davvero sotto casa.
    Dopo un mesetto, sembrava ormai tutto finito, ma… non era così.
    Durante una serata in spiaggia, organizzata da non ricordo più quale locale, è apparso tra la folla, tenendo una ragazza per mano.
    Ho tirato un sospiro di sollievo ed ho finto di non vederlo quando mi ha fatto un cenno di saluto, da lontano.
    Un paio di giorni dopo, inutile dirlo, mi ha scritto una lunga mail in cui mi diceva quanto fosse stato doloroso per lui rivedermi ed aggiungeva, signore e signori… DI AVER LASCIATO LA SUA RAGAZZA PER ME!!!
    Ebbene sì, non sto scherzando.
    La povera pazza che si era fatta intrappolare, “studia lingue ed ascolta i Muse, proprio come te… vedi? Mi perseguiti!” (come se non esistessero milioni di persone nel mondo che studiano lingue ed ascoltano i Muse), si era dovuta sorbire una scenata di follia da parte della creatura della notte che le aveva raccontato tutto della sua “EX RAGAZZA” (cioè io!) che lo aveva fatto soffrire tanto e che, evidentemente, non aveva ancora dimenticato.
    “Ho preferito essere onesto e dirle subito che ho capito di amarti ancora, quindi ci siamo lasciati, era giusto così. Ho bisogno di incontrarti, ti prego, sono sicuro che anche tu provi lo stesso.”
    Voi lo sapevate che uscire una sera con qualcuno vuol dire starci insieme? Fatevi due calcoli, potreste avere innumerevoli partners in giro per il mondo!
    Gli ho risposto bruscamente, prendendolo in giro senza pietà per essersi fatto scappare una ragazza (anche carina) abbastanza folle da sopportarlo.
    Ma non è servito a nulla.
    Continuava a cercarmi su msn ed io lo usavo per sfogare la frustrazione delle giornate no, ché tanto a lui non importava che lo insultassi, mi amava comunque!
    Non ricordo neppure come sia finita questa trafila patetica, probabilmente ho ritrovato un minimo di moralità ed ho ritenuto opportuno smettere di trattarlo come un punchball, bloccandolo e cancellandolo definitivamente dalla mia rubrica.

E’ dura essere incomprese creature della notte, ragazzi, non lo dimenticate mai!

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Story of my life.

 

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“Cause I am a material girl.”

Le prime ore del mattino lavorativo, oggi, sono state allietate dalle note familiari delle tipiche canzoni Natalizie, scelta azzeccatissima di una mia collega.
La prima cioccolata calda con panna della stagione l’ho già bevuta un paio di settimane fa, le sciarpe ed i cappelli stanno lavorando a pieno regime da Settembre e i miei scatoloni pieni pieni di decorazioni stanno fremendo ormai in modo incontenibile per essere tirati fuori dal ripostiglio.
Se domani mi svegliassi con un panorama tutto bianco e soffice appoggiato ai vetri, potrei anche passare l’intero weekend ad impastare biscotti allo zenzero e preparare litri di zabaione.
Ma, purtroppo, questo non accadrà, quindi mi lancio in fantasie REGALISTICHE e butto giù una wishlist dal titolo “che se qualcuno dei miei amici passa di qui magari la prende in considerazione”.

  • LIBRI LIBRI LIBRI. In particolar modo quelli illustrati, dato che costano l’iradiddio e non me li posso mai permettere. (Rebecca Dautremer, Ana Juan e Neil Gaiman sono gli autori che apprezzerei di più.) Ma anche quelli di fiabe, di cui non mi stanco mai, e libri sui gatti.
  • SET DA PASTICCERIA. Formine di ogni tipo, pirottini, teglie, siringhe e chi più ne ha più ne metta, perché l’ipoglicemia è l’obiettivo ultimo della mia vita, in fondo.
  • TAZZE. Alla fin fine, non si sbaglia mai regalandomene una, in qualsivoglia occasione!
  • COSEPERLACASA. Tipo lenzuola, tende, copridivani, attrezzi da cucina e anche cose inutili, ma belle da vedere. Ormai sono una casalinga disperata, non c’è rimedio a questo.
  • VESTITI FIGHI. Non mentiamo, sono pur sempre una femmina!
  • VIAGGI. Per quanto sia improbabile che qualcuno mi faccia un regalo del genere, ci spero sempre!
  • UN UNICORNO. *_____*

Se avete intenzione di spedirmi qualcosa, potete trovare il mio indirizzo nei peggiori bagni pubblici d’Europa, quindi sentitevi pure liberi di contribuire a rendermi felice in modo materiale.

…MA NON LA SENTITE QUEST’INCONFONDIBILE ARIA DI FESTA??? *__*

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“…you said you would be waiting.”

Non avrebbe avuto lo stesso effetto armonioso, di sicuro, ma avrei potuto essere tranquillamente io la ragazza di questo video.
Non ho il talento, la bellezza e la delicatezza di Lucy, eppure ogni fotogramma mi calzerebbe alla perfezione.
Direttamente dalla FALLing Playlist, per me stessa stavolta, e per chiunque saprà apprezzarne il retrogusto che, ve lo assicuro, resterà tra i pensieri per molto tempo.

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E’ risaputo che le cerimonie di premiazione siano lunghissime.

Succede che a volte io stia fuori di casa per un paio di giorni, magari per fare un po’ di vita sociale, vedere gente, “bere come se i Maya avessero ragione” (cit.), fingere di lavorare ad un compleanno di mocciosi, aspettare autobus invano e fare shopping mentale a Torino.
Ma, quando succede, gli equilibri dell’universo rischiano di alterarsi irrimediabilmente, per questo succede raramente.
Come posso affermare questo?
Semplice: nella mia inbox ho trovato non 1, ma ben 2 riconoscimenti (informali, ma pur sempre riconoscimenti) al mio umile blog!
Gli evidentemente troppo buoni firesidechats21 e verbasequentur hanno avuto l’ardire di assegnarmi, rispettivamente, il premio R.E.A.L.I.T.Y. e COLOURS, che andrò ad analizzare qui di seguito.

…ma non prima del mio doveroso discorso di ringraziamento!

[Applausi.]
Grazie, grazie, davvero.
Wow… proprio non me l’aspettavo… è per questo che ho preparato solo quattrocento foglietti per i ringraziamenti!
[Risate.]
Prima di tutto vorrei ringraziare Dio per avermi donato il talento di premere i tasti del pc e, naturalmente, per aver benedetto l’America!
Ringrazio anche i miei genitori per avermi comprato il primo pc ed aver pagato la connessione ad internet per gli anni di liceo.
Un grazie particolare va a tutto lo staff di Tiscali, di Wind, di Vodafone e di Infostrada, nonché alla linea non meglio identificata del laboratorio linguistico di Villa Mirafiori e a tutti gli internet points che mi hanno accolta in questi lunghi anni di blogging (non su wordpress, ma fa lo stesso.).
Ma, soprattutto, grazie a voi, miei fedeli e pazienti FANS, che avete il coraggio di sprecare il vostro prezioso tempo a leggere gli insulsi fattacci miei che, nemmeno così regolarmente, spiattello in rete!
Senza di voi non ce l’avrei mai fatta!
[Applausi.]

Ma torniamo ad un minimo di serietà, suvvia.

PREMIO R.E.A.L.I.T.Y., il cui logo è questo qui:

Insieme alle lusinghe contenute nell’acronimo, ricevo anche l’onere (e l’onore) di rispondere a 5 domande.

  1.  Se potessi cambiare una cosa, cosa cambieresti?: Sarà banale, sarà da materialisti, ma senza dubbio cambierei l’entità del mio conto in banca.
    Giusto per avere quella tranquillità mentale derivante da una quantità spropositata di vile danaro che, in ogni caso, può sempre salvarti le chiappe.
    Ah sì, e poi vorrei LA PACE NEL MONDO. (cit.)
  2. Se tu potessi ripetere un’età quale sarebbe?: Senza nulla togliere alle cose belle che ho adesso, sia chiaro… rivivrei volentieri, a volte, il periodo 2008/2009, quando eravamo ancora TUTTI insieme.
  3. Cosa è una cosa che ti spaventa davvero?: La mia più grande fobia (e non parlo di paura, ma davvero di fobia, eh.) è, purtroppo, quella per i topi.
    Topi, ratti, opossum e, pian piano, si sta estendendo inesorabilmente ad altri roditori.
    Lo so che a loro non frega nulla di me e che probabilmente hanno molta più paura loro di me che io di loro (su questo ho qualche dubbio.), ma non riesco proprio a farci nulla, ho raggiunto livelli di ansia e terrore insani, nei loro confronti. 😦
    M., dall’alto del suo essere un fighissimo psicologo, mi ha spiegato che il mio reale problema va cercato molto più a fondo e che la fobia mi aiuta ad essere “sana”, in qualche modo.
    Farò finta di crederci.
  4. Se potessi essere qualcun altro per un giorno, chi vorresti essere?: Sherri DuPree, naturalmente. Per sentirmi bellissima e talentuosa, e per conoscere il resto della meravigliosa famiglia DuPree.
    Altrimenti, inutile dirlo, un gatto domestico!

 

PREMIO COLOURS.

Questo è un bel premio, perché io associo sempre un colore alle cose, alle canzoni, alle persone, ai giorni della settimana, ecc.
Di conseguenza, mi sarà abbastanza facile farlo anche con i bloggers e i loro relativi spazi.
Non è disponibile un logo, che io sappia, ma anche qui mi si richiede di rispondere ad alcune domande.

  1. Elencare tre lavori che vi sarebbe piaciuto fare: Solo 3? E va bene, sceglierò con cura.
    Sicuramente la rockstar, ma proprio di quelle vecchio stampo, che a 30 anni sono già state messe fuori uso dalla vita.
    Una Courtney Love più bassa e rossa, per intenderci. ❤
    Poi la scrittrice di libri per bambini (e questo sogno lo inseguo ancora, sotto sotto…), perché quel particolare reparto delle librerie ha sempre il suo ineguagliabile fascino, a qualunque età.
    Infine, (e in questo non mi arrenderò mai!) l’elfa di Babbo Natale! Possibilmente di quello vero, altrimenti del suo sosia ufficiale, al Villaggio di Rovaniemi, in Lapponia, con uno stipendio vero, perfino.
  2. Nominare una canzone che per noi è un tormentone in questo periodo: Ce ne sono due, perché ho pur sempre due anime opposte, musicalmente.
    Dato che sono per la diffusione del verbo, allego anche i video, così potrete amarle pure voi.

  3. Assegnare questo premio a 12 blog scelti tra quelli che fanno pensare a tanti colori diversi: Ecco, questo potrebbe essere un problema, 12 sono tanti!
    Mmh… vediamo un po’…
  • A verbasequentur , la quale mi ha assegnato “Il colore giallo pallido e quel bruno rossastro da foglia autunnale”, affido un verde acido-giallo limone, che poi era anche il colore delle pareti della mia ex stanza da letto.
  • A firesidechats21 darei senza dubbio un bel blu-notte con tanto di vapore che spunta dai tombini, come nella più classica delle scene da film ambientati in grandi ed affascinanti città come Torino.
  • A claudiappì regalo un bel verde smeraldo con qualche pois bianco.
  • Ad alcesti ed al suo strampalato ufficio spettano di diritto colori neutri e professionali come il beije ed il grigio perla.
  • Alla mia omonima (ma solo di iniziale, credo e spero per lei. 😛 )  V.
    associo senza dubbio un bel ciclamino.
  • A Simone che scrive su “purtroppo” non posso che affiancare un arancione carico.
  • A rabbiachecola spetta un grigio-asfalto lucido di pioggia.
  • Ad UpClose darò il suo classico turchese-verde acqua.
  • A miononnoincarriola , infine, un bel rosso porpora.

E mi fermo qui, anche se non sono 12, ma l’avevo già detto, eh.
Agli stessi bloggers, tra l’altro, conferisco con grande onore anche il premio R.E.A.L.I.T.Y., sappiatelo!

 

…ma non vi ho detto tutta la verità, ecco.
Quando sono tornata dalle ferie, ad Agosto, ho trovato un altro bel premio, sempre assegnatomi da firesidechats21…
Si trattava del marchio

“Quello degli Affidabili è un riconoscimento che vuole andare oltre le mere statistiche e far premiare dal basso, cioè dai blogger stessi, quei blog che essi riconoscano come meritevoli di essere letti e conosciuti, blog che al tempo stesso rispettino le 5 regole degli Affidabili, ossia:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità.”

 

Il fatto che io me ne sia ricordata soltanto oggi, dopo ben 2 mesi e mezzo, dimostra senza ombra di dubbio che non ne sono degna, che non riesco ad aggiornare il blog poi così regolarmente e che sono disonesta, perché me lo terrò stretto comunque, questo bel logo.
Anzi, se qualcuno sa spiegarmi come fare per aggiungerlo alla colonna qui di fianco, mi fa anche un grande favore.
Comunque affido anche tale riconoscimento ai bloggers elencati prima, quelli dei colori, per intenderci.
Siete sempre i miei preferiti, ragazzi. 🙂

 

Bene, dopo tutte queste autocelebrazioni, posso anche accettare il fatto che devo vestirmi ed uscire ad affrontare il mondo, nonostante sia domenica.
Titoli di coda e musica.

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Metà meta.

 

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