Archivi del mese: settembre 2015

Step out of your comfort zone.

Ridendo e scherzando (ma anche no, proprio nemmeno per finta, ANZI.) ho infine iniziato sul serio il fatidico nuovo lavoro che mi ha fatto vivere con l’ansia negli ultimi mesi e che mi costringe a svegliarmi tutti i santi giorni (feriali) alle ore 5.30.
Inutile dire quanto io sia ancora nel bel mezzo del mood “ommioddiomaiononsofarenienteeseneaccorgerannotutti” e mi sa proprio che continuerò su questi toni per un altro bel po’ di tempo ancora.
Il primo impatto è stato più positivo ed “easy” di quanto mi aspettassi, ad essere onesta, ma la parte paranoica del mio cervello (ossia l’85% circa dello stesso) si diverte ad insinuare che forse sono tutti così gentili perché siamo agli inizi, ma presto si tramuteranno in bestie venute dall’Inferno per torturarmi ed umiliarmi su pubblica piazza.
Però sto lavorando molto sull’altra percentuale di me, quella che, pian piano, sta imparando a vedere il buono che ho e che sono e la magia che può essere il mondo fuori.

Sono sfinita, ma prenderò il ritmo, lo so, succede sempre.
Ci si abitua a tutto, prima o poi. All’assenza, al dolore, alla luce, ai cambiamenti.
E’ il primo passo, la parte difficile. Credere di poterlo fare, di poter sopravvivere al salto oltre la staccionata.

Annunci
Categorie: Ordinary li(f)e | 4 commenti

TORNO SUBITO.

La verità è che non ho molta voglia di scrivere qui, ultimamente.
Non si tratta del classico “bloccodelloscrittore”, tutt’altro.
Altrove scrivo moltissimo, tutti i giorni, per me stessa e per gli altri, in pubblico e privatamente, per adesso e per il futuro. Soprattutto per il futuro, suppongo, in un certo senso.
Ma non sento la spinta necessaria a farlo qui, se non lontanissima, in sottofondo, coperta da altre priorità.
Immagino che stia tutto lì, alla fin fine: le priorità.
Ci sono cose che – in determinati momenti e contesti – inevitabilmente ne escludono altre, almeno temporaneamente.
Sono concentrata su altre stanze della mia vita, ora, e questa resta chiusa, in ombra, a prendere polvere.
Ho bisogno di uscire, di andare lontano, ma poi torno.
Lascio un cartello appeso alla porta, avvisate voi chi passa di qui, ok?

Categorie: Beyond, Ordinary li(f)e | Lascia un commento

“1001 modi di rovinarsi l’umore inutilmente”, edizioni Povera Italia.

La lista delle cose che dovrei fare invece di starmene qui a scrivere questo post si allunga ogni minuto di più e il male di vivere che avverto quando ci penso allarga la sua ombra minacciando di inghiottirmi.
Ad esempio dovrei studiare tre pezzi da provare con la nuova possibile-forse-chissà-vedremo-quasi-band, ma più che tenerli in sottofondo a ripetizione da una mezz’ora non ho fatto.
Che poi sono stata io a cercare loro, a sbattermi perché volevo ricominciare e blah blah blah, ma adesso che la cosa potrebbe diventare reale mi tiro indietro e me ne frego.
Story of my life.
Sta succedendo esattamente lo stesso con il famoso Nuovo Lavoro Serio che rincorro da quasi un anno, che ho sognato, desiderato ed immaginato fino a quando non mi hanno detto “Ok, sei assunta”, ossia il momento in cui la follia ha fatto capolino, gettandomi nel panico e suggerendomi che in realtà non me ne frega niente e nella vita voglio fare la kebabbara.
Per dirne una, ho già deciso che le mie nuove colleghe (viste una sola volta in vita mia, per un’ora circa.) non mi piacciono, che mi odiano, che non lavoreremo mai bene insieme e che scopriranno in tempo zero quanto io sia incompetente.
Lo so che la mia tendenza ad autosabotarmi è un’autodifesa, una resistenza al cambiamento e tutte quelle cose sensate che dicono tutti, LO SO.
Ma resta il fatto che continuo a farlo, sistematicamente, in ogni benedetto ambito della mia vita, dall’uscita con gli amici alla sfera professionale, e la cosa mi provoca ansie inutili, disturbi fisici di varia natura e un simpatico aspetto da malata terminale.
E pensare che c’è perfino chi mi crede una persona solare e spensierata…!

Categorie: io dico solo, Ordinary li(f)e | 6 commenti

Soltanto parole.

Il respiro freddo dell’Autunno è venuto a trovarmi senza chiedere il permesso. Si è fatto strada passando sotto alla porta pesante di questa casa minuscola, che a volte non mi piace per niente, ma che mi è piaciuta abbastanza da lasciarmi alle spalle tutto, a suo tempo.
Ho voglia di parole, continuamente, perché il bianco mi appare ostile, ultimamente.
Oscillo pericolosamente tra il bisogno di raccontare storie ed il blocco che avverto quando provo ad ascoltarle. Ne sento l’eco lontana tra le costole, provo ad appoggiarvi le dita per afferrarle, ma non riesco a farmi largo, non posso tenerle ferme abbastanza a lungo da renderle reali.
C’è una paura affamata che lentamente mi divora i pensieri, da qualche tempo. Mi avvolge materna promettendo che se resterò ferma, esattamente qui dove sono e come sono, non accadrà nulla. E se non accade nulla, non accade nulla di male.
Ci sono giorni in cui scrollarmela di dosso è più semplice, altri in cui sembra terribilmente faticoso, ed il continuo lottare mi stanca le braccia, mi appesantisce, mi rende brutta.
Ho conservato un pacchetto pieno di speranza nella tasca di un cappotto che non posso ancora indossare, perché l’aria non è abbastanza fredda e le ombre sono ancora troppo corte. Ma apro l’armadio, di tanto in tanto, e le concedo una carezza furtiva, per ricordare a me stessa che c’è ancora, che è al sicuro, che non aspetta altro che io abbia il coraggio necessario a mostrarla al mondo, rivelandomi bellissima.

autumn-girl-read-book-tree-leaves-lamp

Categorie: Beyond, Imagine | Lascia un commento

Ready to Fall.

Il fatto che Settembre sia già iniziato da ben quattro giorni ed io non abbia ancora scritto nulla (almeno qui) al riguardo, dovrebbe farvi comprendere l’entità del casino organizzativo-logistico-emozionale in cui mi trovo al momento.
Per dirne una, un paio di notti fa mi sono svegliata senza alcun motivo, trascinandomi in bagno per lavarmi e vestirmi, dopodiché, con la caraffa del caffè in mano, ho guardato fuori dalla finestra della cucina e, notando il l’assenza di luce, mi sono finalmente fermata e resa conto dell’ora: 1.30.
Credo che questo aneddoto sia la sintesi perfetta della follia che al momento mi pervade.
Sto lavorando in due posti diversi, facendo cose che mi piacciono anche e che, tutto sommato, non sarebbero neppure troppo stancanti, prese singolarmente.
Il problema sono i viaggi per arrivarci; ogni santo giorno devo prendere un treno e un autobus, con lunghe camminate nel mezzo, impiegando un’infinità di tempo e sprecando una quantità enorme di energia mentale e fisica, e tra un mesetto la cosa peggiorerà, perché inizierò finalmente a fare il lavoro che sogno da quasi un anno, per il quale mi avevano chiamata a fare un colloquio addirittura a febbraio, e che potrebbe essere una svolta importante (fingers crossed).
Il colmo è che nel posto in questione ho vissuto per due dannatissimi anni e mezzo senza mai, MAI, trovare niente di niente, e quindi viaggiando comunque per andare a lavorare altrove.
Ora che abito da tutt’altra parte, spunta questa opportunità, mi pare giusto.
“Isn’t it ironic?”, sì, Alanis, avevi ragione, niente da dire.
Insomma uscirò di casa tutti i giorni prima dell’alba e tornerò dopo il tramonto. C’è di positivo che finalmente non avrò più molto a che fare con il sole!
Forse mi abituerò a quei ritmi e pace, o forse cadrò in depressione e mi getterò sui binari, è tutto da vedere.
E no, non provate a suggerirmi di tornare a vivere in quel posto, perché sentir parlare di (altri) traslochi potrebbe causarmi una crisi isterica e l’istantanea caduta di tutti i capelli (che, tra l’altro, sono dunque arancione-Wesley, dato che io i vostri consigli li seguo!).

Però sono contenta e grata, eh, non fraintendetemi, è solo che vorrei anche dormire, ogni tanto. E magari vedere M. per più di dieci minuti in dormiveglia, o che ne so, mantenere una parvenza di vita sociale.
Ma va bene così, prenderò il giro.

E poi è Settembre, il mese in cui iniziano le prime avvisaglie d’Autunno, il vero inizio dell’anno nuovo.
Insomma, preparatevi, perché sta per tornare la FALLing Playlist, che lo vogliate o meno!

0793e5b12de33af416c6e1638b811ac1

Categorie: FALLing Playlist, Ordinary li(f)e | 1 commento

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.