Archivi del mese: ottobre 2014

“She loves you, yeah yeah yeah!…”

Sono in esilio.
Alla fine, sono stata costretta a rivolgermi a dei professionisti, così oggi il mio povero bagno è stato preso d’assalto da due idraulici giovani e aitanti (a quanto pare, esistono!), i quali mi hanno gentilmente consigliato di fuggire il più lontano possibile per tutto il giorno, poiché il problema è molto più grave di quanto pensassi.
Sono arrivati alle 8 del mattino, li ho salutati per andare incontro a questioni lavorative e personali, sono tornata qualche minuto fa e sono ancora qui, con i loro macchinari da cartone animato e quel fare sexy da operaio di telenovelas.
L’intera casa, attualmente, puzza di morte, nonostante ogni singola finestra sia spalancata.
Loro, poverini, continuano a sorridermi gentilmente e a chiacchierare come se un lavoro tanto disgustoso sia una cosa del tutto normale.
Mi sa che meritano ogni singolo centesimo di ciò che guadagneranno a fine giornata.

Ma passando ad argomenti meno viscidi… la capa è apparsa con una tazza di tè per me proprio al momento giusto, evitandomi di sprofondare, per l’ennesima volta nel giro di un paio di settimane, nella più nera spirale di autolesionismo mentale.
Qualche giorno fa, ho detto una cosa molto saggia, alla Batuffola. Le ho detto una cosa che suonava più o meno come: “Se ci sono il rispetto, l’onestà ed il sentimento, tutto il resto è fuffa. Cazzate. Solo cazzate. E la dobbiamo smettere, tutte e due!”.
E’ un concetto in cui credo fermamente, ma che riesco a dimenticare sistematicamente ogni due giorni, quando la vita quotidiana mi sbatte in faccia quei minuscoli particolari malefici di certe situazioni, di certi discorsi, di certe persone, che mi fanno scivolare pericolosamente sul sentiero di Pace interiore che sto cercando di costruire faticosamente, un sassolino dopo l’altro.

Se c’è una cosa che ho capito in quest’avventura Londinese, nell’ultimo (quasi) anno, è che sono stanca. Delle mie dinamiche di rifiuto della Felicità; del mio puntuale autosabotaggio; della fuga costante da ciò che è importante e che, quindi, potrebbe distruggermi. Sono stanca di inventare pretesti per confermare la mia paura di bambina secondo la quale tutti, ad un certo punto, mi abbandoneranno. Sono stanca, davvero stanca, di appioppare a chi mi sta intorno un ruolo, di appiccicare ad ognuno dei pensieri, come se potessi davvero sapere cosa c’è dentro alle altrui vite, come se ogni cosa mi riguardasse ed ogni azione fosse pensata appositamente per ferirmi.

La cosa più importante che io abbia imparato, fino a qui, è che la paura, in fondo, è una scelta.

L’altra, è che posso vivere benissimo senza chi Amo, ma il punto è che non voglio farlo.

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Revelations.

Stamattina ho aperto gli occhi e mi sono resa conto di essere ancora viva.
Non è cosa da poco, considerando i fumi del Mr Muscolo che ancora appestano il mio povero bagno senza finestra (c’è la classica ventola, ma non credo che serva davvero a qualcosa) e il sentore di tragedia che mi ha accompagnata per tutta la sera, ieri, mentre Google mi informava impietosamente che sarei morta nel giro di poche ore.
Ad ogni modo, ho vinto contro il veleno, e questa esperienza mi ha regalato una nuova visione della vita, come sempre succede a chi torna dall’Aldilà.
Ho capito che le cose davvero importanti sono poche e che le domande da porsi nel corso della propria esistenza devono essere quelle giuste.

Ecco, le mie sono le seguenti:

  • Perché, quando qualcuno rende pubblica una foto insieme alla sua dolce metà, la gente commenta, immancabilmente, con frasi come “Complimenti, siete proprio una bella coppia!”? Ma complimenti per cosa? E’ un merito essere belli accanto a qualcuno? Non capisco, giuro.
    E’ un po’ come quando gli anziani ti chiedono quanti anni hai e poi esclamano “Bravo!”, qualunque sia la tua risposta.
  • Perché le scarpe rientrano nella voce “Accessori”, sui siti di abbigliamento? Capisco i cappelli, i gioielli… ma le scarpe? E’ un optional indossarle e non lo sapevo io?
  • Restando in ambito di moda: ma se le borse sono state inventate per evitare che la gente debba portarsi in mano le cose utili come il portafogli, le chiavi, i fazzoletti, ecc… che motivo di esistere hanno le borse MINUSCOLE e SENZA TRACOLLA (e/o manico), dato che poi si devono reggere, appunto, in mano?
  • Perché gli anziani hanno agevolazioni di prezzo sui mezzi pubblici, al cinema, alle mostre, ecc? Voglio capire i bambini, che sono “persone incomplete e inutili” (cit. Ken Brockman), ma perché gli anziani? Tutti quelli che conosco, hanno una pensione che supera di gran lunga il mio stipendio medio degli ultimi 10 anni e, soprattutto, se ne fregano altamente delle mostre e del cinema. La gerontocrazia (!!!) deve finire.

Bene, per oggi ho riflettuto abbastanza, mi sento già una persona migliore!

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Il resto.

Avevo iniziato a scrivere la versione estesa del post “La fretta e le anticipazionI”, ma non solo mi si è spento il pc senza alcun motivo,anche WordPress, che di solito tiene da parte pure pagine vuote semplicemente perché PENSO di pubblicare qualcosa, ha deciso di non salvare nulla in bozze, così, tanto per movimentare la serata.
Quindi mi è passata la voglia, per farla breve.

Ma vogliamo parlare di Whatsapp che da una settimana si diverte a prendere iniziative tipo cancellare la cronologia di interi giorni o interrompere simpaticamente i messaggi vocali mentre li registro?

No, forse è meglio che io vi racconti del mio bagno completamente intasato (combo lavandino-doccia-wc. Almeno in questo caso, non avere il bidet gioca a mio vantaggio!) senza alcun motivo!
Voi direte: usa lo sturalavandini e scopri cosa si è incastrato nelle tubature. Niente.
Voi suggerirete: una botta di Mr Muscolo e passa la paura. Niente di niente.
Voi consiglierete: il metodo della nonna sale-bicarbonato-aceto, no? NIENTE DI NIENTE, PORCA MISERIA.
Nulla, nessun miglioramento, nessuna apparente spiegazione. Da un giorno all’altro, il dramma.
Inoltre, credo che l’inutile Mr Muscolo, con i suoi vapori tossici, mi stia lentamente uccidendo, perché non capisco più se si senta davvero ancora il suo odore o se io lo stia immaginando perché sono paranoica.
E no, non posso neppure far scorrere altra acqua per sicurezza, perché NON VA GIU’ in nessun modo, tant’é che probabilmente Mr Muscolo non ci è mai arrivato, agli scarichi, dato che era tutto già pieno d’acqua (ma io, furbissima, ho deciso di provarci lo stesso) e, di conseguenza, ho dovuto rimuovere il tutto manualmente, col metodo bicchiere e secchio, per intenderci.
Se muoio stanotte, dite ai morbidini che li ho sempre amati.

Se vogliamo chiudere in bellezza il quadro di questo inizio di settimana, vorrei aggiungere che la TV continua a non funzionare (sarà ormai un mese?), ma in compenso il mio cervello bacato lavora a pieno ritmo, proiettando film improbabili che mi porteranno presto alla pazzia.
Brutti pensieri a go go, senza interruzioni pubblicitarie.

Poi scopro che lui, il mio Secondo Vero Amore, mi ha regalato note nuove. Proprio oggi, al momento giusto, come SEMPRE è stato.
E allora al diavolo il resto. Al diavolo tutto. Al diavolo tutti.

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La fretta e le anticipazioni.

Giusto per creare un po’ di suspance, ho deciso di lasciare una serie di appunti al volo sugli argomenti di cui, prossimamente (leggi: quando non avrò una quantità mostruosa di roba da studiare, dopo una settimana di nullafacenza totale.), potrei scrivere in modo più approfondito.
Che poi saranno cose inutili, ma scritte di getto, con qualche parola accennata e basta, fa sempre effetto e penserete chissà quali misteri si possano nascondere dietro a questo elenco.
Come faccio marketing io, nessuno.

  • C’è stato M., ma non è stato idilliaco come l’ultima volta…
  • Ho un cappotto ARANCIONE ZUCCA (ché quello giallo senape che ho preso l’anno scorso non bastava a rendermi ridicola);
  • C’è stata la Batuffola, ma è stato complicato;
  • Sono andata ad Hogwarts e lo posso dimostrare!
  • Mi attende un weekend difficile che mi impedirà di partecipare ad una festa fighissima organizzata da una wordpressiana altrettanto figa. Mi mangio le mani;
  • Le pochette e le clucth;
  • I pantaloni per le donne basse;
  • Il Natale mi renderà povera, prestissimo;
  • Ho deciso che i buoni propositi ANDRANNO rispettati sul serio, nel 2015;

Per info e prenotazioni (non si sa bene di che, ma suona sempre bene), contattare il mio segretario Jack Savoretti (l’uomo che, per colpa della Nana, è entrato dritto dritto nei miei sogni erotici e non ne esce più!), che poi è anche un ottimo esponente della FALLing Playlist, senza dubbio.

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I WANT YOU!

(Avrei perfino potuto scattare una foto col dito puntato, come nel classico manifesto, ma no, sarebbe uno sforzo troppo grande, quindi immaginatelo e basta.)

Intanto inizio col dire che questa idea è approvata e sponsorizzata dalla Nana in persona, e sappiamo tutti quanto il suo giudizio sia importante ed universalmente riconosciuto.
(Se non lo sapete, siete degli ignoranti e dei miscredenti e vi dovreste vergognare.)

Ma andiamo al punto.

Mi è venuta la malsana idea di prendere una delle canzon(c)i(ne) del mio EP (Questo qui, in caso vi fosse sfuggito: https://soundcloud.com/vcoffeegirl/sets/since-i-found-home) e farne un video.
Ma dato che sono pigra anche in questo, non sarò di certo io a mettermi a filmare… LO FARETE VOI.
E sì, leggetelo come una minaccia, perché è quello che vuole essere.
Mi piacerebbe mettere insieme piccoli video fatti rigorosamente col cellulare (ché a noi piacciono le cose frugali e sgranate) e vedere un po’ cosa ne uscirà.
Vorrei che ascoltaste il pezzo (questo qui: https://soundcloud.com/vcoffeegirl/coffeegirl-all-of-him) e lasciaste libera la mente, filmando assolutamente TUTTO quello che vi pare.
Ci può essere la vostra faccia, un paesaggio, oggetti, animali, altre persone, quello che volete. Può essere divertente, triste, romantico, buffo, serio, insensato. Può durare pochi secondi o un minuto (magari non di più perché poi inviarlo per mail diventa un problema), può essere uno o possono essere mille. Assoluta libertà.

Limite massimo di invio: Dicembre 2014, diciamo entro Natale, via.

Se siete interessati alla cosa, battete un colpo!

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Hymn.

Con questi 13°, la coperta sulle spalle, una tazza fumante di tè limone&zenzero, il risultato incredibile dell’esame, la pioggia costante, i colori d’Autunno, i messaggi inaspettati della Fiaba, M. che arriva tra quattro giorni, le mid-term holidays tra due, la Batuffola tra sei, i biglietti “magici” prenotati, un libro in borsa, uno che – pian piano, dopo anni di attesa – sta nascendo dalle dita, la nebbia che rende cupo il mattino, le foglie sotto ai passi, le canzoni nascoste tra le corde, l’armadio gonfio di Natale per me e per tutti, le prime luci ad Oxford Street, le occasioni al Camden Lock, Halloween affacciato alla finestra, il pigiama morbidissimo, i capelli che si arricciano sotto al berretto, gli stivali di gomma…

COME SI FA A NON ESSERE FELICI?

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(Ap)punti.

Cose rilevanti dell’ultima settimana, così, a caso:

  • Lo sapevate che oggi è lo Zombie Day? Ecco, io no, ne ero proprio all’oscuro, purtroppo. (Anche perché non so proprio chi è che si prenda la briga di assegnare un tema ad un determinato giorno e, soprattutto, ignoro il modo in cui questo si possa poi venire a sapere nel mondo. Ma tant’è.)
    Ad ogni modo, sono stati loro a trovare me. Gli zombies, intendo.
    Me ne stavo tranquillamente seduta in un’aiuola di Leicester Square a digerire un paio di brioches cinesi GIGANTI, quando ho iniziato a notare un paio di tizi dall’andatura trascinata e con la faccia in evidente decomposizione. Li ho osservati per un po’, incuriosita, ma poi sono tornata a concentrarmi sul nulla, ché cose del genere si vedono tutti i giorni, da queste parti, in fondo.
    Ma, nel giro di un paio di minuti, mi sono ritrovata accerchiata. Erano CENTINAIA, di ogni tipo, con costumi assurdi o semplicemente ricoperti di sangue, urlanti o rantolanti o ringhianti, in gruppi lenti o in corsa solitaria.
    I turisti li fotografavano, i bambini piangevano ed io, a quel punto, mi sono sentita in dovere di chiedere ad uno di loro che diavolo stesse succedendo.
    A saperlo prima, maledizione, avrei impiegato meno tempo a cercare di coprire le occhiaie, stamattina!
  • In mezzo a tutto ciò, un tizio ha chiesto di poter fotografare ME.
    Non ho capito se mi abbia effettivamente scambiata per una persona in costume o se abbia trovato interessante la mia postura da barbona, ma in ogni caso non mi ha dato il tempo di rispondere ed era già lì a scattare da ogni angolazione, immortalando la mia espressione attonita.
    Mi ha anche lasciato l’indirizzo del suo flickr, ma credo che non andrò mai a vedere che diavolo ne è uscito.
  • Giorni fa, passavo davanti ad uno di quegli hotel talmente fighi che ti viene automaticamente da pensare chi possa permettersi di starci anche solo per una notte senza andare in bancarotta.
    Proprio mentre rimuginavo su questo, ne è uscita una coppia in tenuta da gran sera e lei, praticamente una modella superfiga che anche senza i tacchi impossibili che indossava sarebbe più alta di me di almeno mezzo metro, mi si è avvicinata per chiedere un accendino.
    Era talmente bella che mi sono sentita in colpa perché non avevo l’accendino ed ero pure vestita malissimo e temevo di rovinare la sua aura da star standole accanto.
    (Complessi d’inferiorità: livello esperto.)
  • Continuo ad imbattermi in persone che mi sorridono senza motivo o mi salutano o addirittura si fermano a chiacchierare con me con estrema gentilezza.
    Inizio a chiedermi se io non abbia l’aria di un’orfanella spaurita, altrimenti la cosa non si spiega.
  • Alla fine l’ho fatto. L’ho comprato. E’ proprio qui accanto a me. Il mio bellissimo ukulele rosa!!!
    Ho passato giorni un po’ scuri e il bisogno di corde sotto le dita si è fatto pressante, così mi sono decisa e allora amen, sono pronta a lanciarmi in questa nuova avventura musicale!
  • Ho fatto il passo che il resto del mondo, apparentemente, ha compiuto ormai anni fa: ho iniziato a guardare anche io Game of Thrones.
    Ho rimandato per così tanto tempo perché l’idea di una serie fantasy mi suonava un po’ tamarra, ma ho deciso di concedere una possibilità e non è malvagio, in fondo,
    Certo, tra intrighi, parentele e sotterfugi, sembra Gossip Girl versione fantasy, ammettiamolo.
    Ma io Gossip Girl l’ho guardato fino alla fine, che diamine!
  • Lunedì ho il primo esame di questo quadrimestre e cazzeggio allegramente invece di studiare, ollé!
  • Ormai mancano pochissimi regali di Natale da comprare, sto superando me stessa, quest’anno!
  • Ho l’impressione che Ottobre stia correndo più veloce di Settembre e questo vuol dire che ho davvero poco tempo. Se solo capissi PER COSA, precisamente…

    Un po’ di FALLing Playlist, per concludere.

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Rrrroarrr!

E niente, vorrei solo farvi sapere che su TLC (una specie di Real Time inglese, per intenderci) esiste un programma intitolato “I think I’m an animal” in cui la gente crede fermamente di possedere in sè lo spirito di un animale e ne parla in modo serissimo ad amici e parenti per fare outing, con tanto di interviste, racconti di esperienze quotidiane difficili (“normal life is really weird compared to wilderness”, cit.) e simpatici travestimenti.
Non so se sia più divertente il modo in cui una tizia-lupo si concentra per contattare la sua parte animale e cederle la parola o la comprensione forzatissima dei genitori di questi tizi chiaramente psichiatrici.
TV spazzatura, io ti amo!

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Why so serious?

Ieri ho avuto momenti di debolezza, dopo molto tempo, dopo moltissima serenità.
Mi sono imbattuta in un pupazzetto a forma di Charlie Brown ed ho pensato che sarebbe stato un regalo perfetto per qualcuno che non vedo da un anno, ormai, e che probabilmente non rivedrò più, se non per puro caso.
Ho ripensato a certe storie condivise, a certi modi drastici di prendere la vita, ed ho provato tenerezza, malinconia.
Ho quasi preso in mano il telefono per azzardare un saluto, ma poi ho fatto qualche passo in più, fino al cortile immenso della Somerset House, per guardare i saltelli gioiosi delle ragazze tra gli zampilli della fontana che dal pavimento si tuffa verso il cielo.
Ho camminato ancora un po’, a lungo, senza cercare nulla in particolare, tra i sentieri puliti dei Whitehall Gardens fino a scoprire il tramonto rosa dritto contro il Tamigi: gli edifici da fumetto futuristico da un lato, l’eterno profilo delle Houses of Parliament dall’altro.
Il Big Ben mi ha ricordato che ad Ottobre si fa presto a ritrovarsi nel bel mezzo del buio, ma non l’ho ascoltato. Sono rimasta ancora lì, in silenzio, a contare le lucine rotte del perimetro perfetto del London Eye, provando a scacciare quella sensazione di sottofondo di aver messo un punto irrevocabile a cose che, forse, mi mancheranno per sempre, anche solo in certi giorni un po’ più vuoti degli altri.

Così, oggi, ho deciso di regalarmi parole. Parole vere, d’inchiostro fitto che sulle mani diventa pesante.
La British Library mi è sembrata la scelta più ovvia e non ho potuto fare a meno di emozionarmi di fronte alla grafia di persone come Jane Austen, Charles Dickens, Sylvia Plath, Geoffrey Chaucer; accanto agli spartiti di Beethoven, Mozart, Chopin ed ai testi dei Beatles scritti dal pugno di Lennon, McCartney ed Harrison; nella stessa stanza in cui sono conservati testi antichissimi come la Bibbia di Gutenberg, e gli appunti di Leonardo Da Vinci.
Ora, sul serio, a parte ogni questione legata alla comodità ed alla presunta ecologia della cosa… ma come si può anche solo lontanamente pensare di paragonare un e-book a tutto questo?
Davvero, cosa ne sarà della letteratura contemporanea tra cinquant’anni? Avremo musei con kindle e kobo in vetrina?
Ma basta divagare.
Il punto è che, mentre osservavo la torre di vetro proprio al centro dell’edificio, contenente la collezione di centinaia di migliaia di libri del Re Giorgio III, ho ripensato al pupazzo di Charlie Brown che sarebbe un regalo perfetto per una persona che, quando l’ho incontrata, non sapeva neppure chi fosse tutta quella gente che, per me, è un rifugio sicuro fatto di carta e racconti e Poesia che va oltre l’ultimo lembo di copertina, inondando il reale.
Non aveva idea di chi fosse Sylvia Plath, la mia Sylvia. Neppure Bukowski, o la Yoshimoto.
E allora ho sorriso, ché in fondo almeno questi nomi preziosi glieli ho lasciati, glieli ho insegnati, glieli ho regalati, alla fine. E il resto, pazienza.

[FINE POST SERIO.
INIZIO POST EASY.]

Il mio shopping natalizio è ormai senza controllo, sia per gli altri che per me stessa.
Ormai mi mancano solo i regali per i miei ed altre persone di famiglia, gli amici sono tutti più che a posto e se non la smetto di guardarmi attorno rischio di portare a tutti una quantità di doni che basterebbe per un paio d’anni.
Ho il cappello da elfo che ho sempre sognato, finalmente!
Non di quelli da travestimento di carnevale, di quel brutto tessuto fintissimo, per intenderci. Di quelli ne ho già visti e sorpassati a dozzine, negli anni.
Questo è fatto a maglia ed ha anche dei mini campanelli ed uno più grande sulla punta… una cosa meravigliosa che non so per quanto ancora riuscirò a tenere nell’armadio!! *__*
Mi sono anche procurata una tazza termica con un motivo di fiocchi di neve e renne ed ho adocchiato un pigiama e degli stivaletti-ciabatte (anche questi da elfo, neanche a dirlo!) che non sono ancora miei solo perché ho avuto il buonsenso di uscire con pochi soldi, conoscendomi.
Continuo a macinare libri e so che dovrei ascoltare la vocina nella mia testa che mi consiglia di comprare la stramaledetta valigia GIGANTE da buttare in stiva a Dicembre, se non voglio rischiare di ritrovarmi a dover spedire settemila pacchi spendendo il patrimonio che, per allora, non avrò più, se continuo di questo passo.
Oggi ho visto il primo banchetto di caldarroste della stagione e non ho potuto fare a meno di fermarmi lì accanto ad annusare l’aria piena di quel profumo che ha tutto l’Autunno dentro.

Vi lascio la track 04 della FALLing Playlist con un annuncio: ho capito che quest’anno mi sarà difficile postarne una al giorno, quindi diciamo che lo farò quando mi sentirò particolarmente ispirata, sperando in un Autunno Autunnosissimo!

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Recupero.

Insomma ieri è ufficialmente finita la settimana di lavoro infernale che, pur essendo iniziata con un giorno di ritardo, si è impegnata per recuperare le ore perdute, facendomi lavorare fino alle 4 del mattino per concludere.
Certo, ora sono un pochino più ricca, ma comunque piuttosto devastata. Ho una certa età, eh, non è che si possano più fare le ore piccole senza pagarne le consequenze!
Ho sacrificato ad Orfeo tutta la mattinata di questo sabato freddo e piovoso (yay!), ma sono finalmente (quasi) pronta a mettere il naso fuori casa per le mie consuete esplorazioni del weekend.
Sono ancora un po’ indecisa riguardo la meta, ma questo, a Londra, non è un grosso problema. Mi sono persa decine di volte, qui, trovando sempre tesori che un’attenta pianificazione non avrebbe saputo darmi.
Ad ogni modo, vi lascio la track 03 della FALLing Playlist, ché ieri non ho proprio potuto, e magari stasera arriverà anche la 04.
La scelta di oggi (anzi, ieri) ricade su un personaggio che potrebbe reggere tranquillamente da solo un’intera playlist Autunnale, ma vi avviso: ogni suo pezzo – ma proprio tutti tutti – potrebbe gettarvi nella più nera spirale di riflessioni sul presente, rimpianti sul passato e terrore sul futuro!
Auguri.

“I can see in your eyes that you mean it
I can feel in your arms that it’s true
And though I just heard myself say it,
Baby, I’m lying to you
Baby, I’m lying to you

All of these years you’ve been lonely,
And knowing not what you should do
And though you are right, I’ve been looking as well
Babe, I’m not looking for you
Babe, I’m not looking for you

I’m just as damn disappointed as you,
Only I just do better to hide it
And the one thing that keeps me from falling for you,
Is I’m truly alone and I like it
I’m truly alone and I like it

As we lie in bed, I feel lonely
Though we’re young, I feel eighty years old
And your arms around me are keeping me warm
But baby, I’m still feeling cold
Baby, I’m still feeling cold

And, girl, you must know you are lovely
You’re kind and you’re beautiful, too
And I feel in some way I do love you
But babe, I’m not in love with you
But babe, I’m not in love with you

It may seem strange that I still stay with you,
If it’s true you’re not really the one
And why don’t I just keep on looking for her?

Cause I found her, but now she is gone
Cause I found her, but now she is gone
Cause I found her, but now she is gone
Cause once I found her, but now she is gone.”

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