Archivi del mese: gennaio 2013

Home is where my cats are.

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PURRRRRFECT LOVE!

Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 5 commenti

Overwhelmed.

Ieri è stata una giornata talmente brutta che avrei voluto immortalarla qui, almeno con qualche parola, per esorcizzarla.
Ma la stanchezza ha avuto la meglio, e forse è stato meglio così.
Vi capita di sentirvi esausti, saturi, SOPRAFFATTI da tante piccole cose che, ad un certo punto, diventano come un grosso groppo in gola che si può sciogliere solo in un pianto liberatorio?
Magari alla fine di una giornata apparentemente non più difficile di altre, ma solo posizionata in un punto tagliente del calendario, pronta a ferire le dita in quel modo leggero ma pungente.
Ecco, in momenti così, quello che conta davvero è avere il paio di braccia adatte in cui lasciarsi andare fino a risvegliarsi come nuovi, l’indomani.
Procuratevi quelle e sarete pronti ad affrontare qualunque burrasca.

Categorie: Ordinary li(f)e | 3 commenti

Ok, oggi sono monotematica.

Il fatto è che sono nata al mare, con la spiaggia a pochi passi dal portone di casa e gli inverni zuppi di temporali, ma mai, MAI bianchi.
Le punte delle montagne, sullo sfondo del paese (ci sono scorci da cartolina, laggiù, lo devo ammettere.), ricevevano qualche spolverata, ok, ma la neve vera e propria, per le strade che conosco quasi a memoria (e dico “quasi” perché ho un talento naturale nel perdermi. Ovunque.), l’ho vista solo nelle fotografie appese in sala d’aspetto dal mio dentista.
Datate 1986.
Un anno prima della mia nascita.
Il fatto è che sono nata con una nostalgia di fondo per paesaggi candidi dal clima rigido e dall’atmosfera fiabesca alla Tim Burton dei tempi di Edward che intaglia sculture di ghiaccio.
E quando mi sono trasferita quassù l’ho fatto anche per questo, non lo dico mica per scherzo.
Sono una ragazza semplice, in queste cose.
Se fuori nevica, corro a prendere gli stivali adatti e corro a giocare, a calpestare il bianco ancora intatto, a scattare fotografie e mangiare i fiocchi che il cielo mi serve direttamente sulla lingua mentre rido.
Se fuori nevica, sento il bisogno di stringere una tazza di cioccolata calda con panna tra le mani, di abbracciare M. e di starmene a coccolare pigramente i morbidini.
Se fuori nevica, sono felice. Di quel tipo di felicità genuina che la geografia mi ha precluso per molti anni, in passato.

 

“…I want a snowfall kind of love
cause I’m a snowfall kind of girl…”

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“…I’ll follow your footprints in the snow…”

Ho pranzato davanti alla grande finestra della cucina, oggi.
Senz’altro rumore che quello della tempesta di neve che, finalmente, è arrivata a rendere più dolce questo mio angolo di vita.
Mi sento quasi una piccola Heidi, in giorni così, curiosa di sperimentare tutto quello che il mondo ha da offrire, se solo ci si avvicina a lui in punta di piedi, con gli occhi spalancati e le mani vuote, pronte ad accogliere.
Lo so che c’è il lavoro, che il traffico si blocca, che le strade diventano impraticabili, che fare la spesa si trasforma in un’impresa, che arriva il raffreddore, che le mani si screpolano, che i vestiti si bagnano, che la messa in piega si rovina…
Lo so.
Ma provate a fermarvi per 6 minuti.
Soltanto 6 minuti.
Fermatevi a guardarla sul serio, questa nevicata.
Col naso all’insù, seguitene la danza.
Con questa in sottofondo:

]

Non pensate di meritarlo, un istante così?
Perfetto, intendo.
Perfetto.

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Vi presento…

…il morbidino delle nevi!

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Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 7 commenti

“…and all I feel is this CRUEL wanting…”

Come una finestra socchiusa su un cortile affollato di viottoli e sentieri e possibilità.
Che si apre all’improvviso, per colpa di una folata di vento quasi bianco, cigolando in tono interrogativo proprio in mezzo ad un pomeriggio surreale.
Alzarsi con uno slancio inatteso per andarla a richiudere bene e poi restare a curiosare i contorni invitanti del paesaggio, indugiando troppo a lungo sull’orizzonte… è questo l’errore.
Perché fa freddo, fa davvero freddo, e la gola già raschia parole aspre dalle pareti dei sogni.
Non può restare aperta per così tanto tempo, non in un giorno solo e non con questi abiti leggeri addosso.
Il vento è crudele, lo sai, fa sbattere i vetri l’uno contro l’altro proprio quando i colori si fanno più vividi e le pupille si sono abituate alla luce esterna.
Si richiude sveltissima, si incastra, diventa ermetico oblò affacciato su distanze ancora incancellabili.

Categorie: Beyond | 2 commenti

Giusto per condividere un pensiero veloce.

Voi la chiamate provincia Granda, ma io la chiamo Silent Hill.

Categorie: Ordinary li(f)e | 1 commento

A te. Sì, proprio a te.

“Esci con una ragazza che legge.
Esci con una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti, che ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri.
Esci con una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.

Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa.
E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole.
La vedi annusare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’annusare le pagine, specialmente quando sono gialle.

Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada.
Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte.
Chiedile se le piace il libro.

Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.

E’ semplice uscire con una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari.
Falle il dono delle parole, in poesia, in musica.
Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings.
Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore.
Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito.
Se lo fa, non sarà mai colpa tua.

Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo.
Mentile.
Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo.
Non sarà la fine del mondo.

Deludila.
Perchè una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative.

Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono.
Eccetto che nella saga di Twilight.

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta.
Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di tè e abbracciala.
Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te.
Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Su Skype.
Sorriderai così tanto che ti domanderai come mai il tuo cuore ancora non si sia infiammato e non ti sia esploso nel petto.
Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno.
Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.

Esci con una ragazza che legge perché te lo meriti.
Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile.
Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo.
Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.

O, ancora meglio, ESCI CON UNA RAGAZZA CHE SCRIVE”.

[Rosemarie Urquico.]

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(DI SEGUITO, IN INGLESE)

“Date a girl who reads. Date a girl who spends her money on books instead of clothes, who has problems with closet space because she has too many books. Date a girl who has a list of books she wants to read, who has had a library card since she was twelve.
Find a girl who reads. You’ll know that she does because she will always have an unread book in her bag. She’s the one lovingly looking over the shelves in the bookstore, the one who quietly cries out when she has found the book she wants. You see that weird chick sniffing the pages of an old book in a secondhand book shop? That’s the reader. They can never resist smelling the pages, especially when they are yellow and worn.
She’s the girl reading while waiting in that coffee shop down the street. If you take a peek at her mug, the non-dairy creamer is floating on top because she’s kind of engrossed already. Lost in a world of the author’s making. Sit down. She might give you a glare, as most girls who read do not like to be interrupted. Ask her if she likes the book.
Buy her another cup of coffee.
Let her know what you really think of Murakami. See if she got through the first chapter of Fellowship. Understand that if she says she understood James Joyce’s Ulysses she’s just saying that to sound intelligent. Ask her if she loves Alice or she would like to be Alice.
It’s easy to date a girl who reads. Give her books for her birthday, for Christmas, for anniversaries. Give her the gift of words, in poetry and in song. Give her Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Let her know that you understand that words are love. Understand that she knows the difference between books and reality but by god, she’s going to try to make her life a little like her favorite book. It will never be your fault if she does.
She has to give it a shot somehow.
Lie to her. If she understands syntax, she will understand your need to lie. Behind words are other things: motivation, value, nuance, dialogue. It will not be the end of the world.
Fail her. Because a girl who reads knows that failure always leads up to the climax. Because girls who read understand that all things must come to end, but that you can always write a sequel. That you can begin again and again and still be the hero. That life is meant to have a villain or two.
Why be frightened of everything that you are not? Girls who read understand that people, like characters, develop. Except in the Twilight series.
If you find a girl who reads, keep her close. When you find her up at 2 AM clutching a book to her chest and weeping, make her a cup of tea and hold her. You may lose her for a couple of hours but she will always come back to you. She’ll talk as if the characters in the book are real, because for a while, they always are.
You will propose on a hot air balloon. Or during a rock concert. Or very casually next time she’s sick. Over Skype.
You will smile so hard you will wonder why your heart hasn’t burst and bled out all over your chest yet. You will write the story of your lives, have kids with strange names and even stranger tastes. She will introduce your children to the Cat in the Hat and Aslan, maybe in the same day. You will walk the winters of your old age together and she will recite Keats under her breath while you shake the snow off your boots.
Date a girl who reads because you deserve it. You deserve a girl who can give you the most colorful life imaginable. If you can only give her monotony, and stale hours and half-baked proposals, then you’re better off alone. If you want the world and the worlds beyond it, date a girl who reads.
Or better yet, date a girl who writes.”

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Siamo sopravvissuti anche a quest’Apocalisse.

Ho notato che praticamente tutti voi avete dedicato un piccolo pensiero telematico al passaggio all’anno nuovo.
Mentre io cercavo di smaltire, con poco successo, i postumi della sbornia vergognosa che ha segnato il mio ingresso nel 2013, nonché nei 26 anni.
Sì, sono nata l’1 Gennaio e voi non mi avete neppure fatto gli auguri di buon compleanno, ieri. Siete delle brutte persone. u_u
Compleanno trascorso soprattutto in treno, provando a tornare nella “mia città” ad un orario umano.
Non ci sono riuscita, chiaramente.
Mi sono lagnata un po’ perché ora mi sento sul lato sbagliato dei 20, ma poi mi hanno rincuorata definendomi VINTAGE, mica vecchia.
Insomma, come ogni anno, avrei moltissimo da dire su questi 12 mesi appena trascorsi, ma in fondo ho già scritto abbastanza, giorno dopo giorno.
Allora accetto l’invito di WordPress e lascio parlare loro, i suoi folletti, copiandincollando ciò che hanno preparato per me.
Enjoy it!

 
“I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.100 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 10 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.”

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