Archivi del mese: ottobre 2015

What goes around comes around.

Quando la verità resta nascosta sotto al tappeto per troppo tempo, inizia a puzzare.
Te la ritrovi di fronte in un pomeriggio piovoso d’Ottobre, dopo averla dimenticata volontariamente per anni, ché non fa bene rimuginare, e quasi stenti a riconoscerla.
Ma è proprio lei, è proprio l’unica cosa possibile, quella che in fondo hai sempre saputo, anche quando facevi finta di no, anche quando facevi la parte dell’ingenuo e le passavi accanto distrattamente, guardando altrove.
Te la raccontano degli occhi bellissimi che un tempo ti hanno guardato con odio, con rabbia, con un dolore grandissimo che non riuscivi a comprendere, allora.
C’era una coperta pesante di bugie fittissime e calde, accoglienti, ridicole, a tener lontano il gelo che quegli occhi tentavano di farti capire da lontano.
Ti ascolti ripercorrere giorni a cui ormai non pensavi più da un paio di vite, ti guardi a quei tempi e ridi soltanto, non c’è più tristezza, né amore. Non c’è nient’altro che amarezza, ma composta, senza strascichi.
Ti ritrovi ad abbracciare chi hai ferito enormemente, senza averlo mai voluto neppure per un minuto, ma sentendoti spinto a farlo da mani invisibili, fatte di intrecci complicati in cui sei rimasto incastrato per troppo tempo, provando a credere con ogni forza di essere nel giusto.
L’abbracci e sorridi perché l’avete superata, quella follia, anche se non insieme, anche se in posti diversi, in teste diverse, ma con mani simili e colori che insieme continuano a star bene.
C’è un equilibrio difficile da capire, nell’universo, e a volte riesci perfino a guardarlo in faccia da vicino.
Quello che lanci nell’orbita di chi incroci sul tuo cammino, torna sempre. Sempre.
Se sputi fuoco, faresti meglio ad essere preparato all’Inferno che verrà a cercarti.

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