Archivi del mese: marzo 2015

01/06/2010 – 19/03/2015

Il dolore si è sciolto in onde ampie che, infrangendosi costanti contro le ossa, mi annegano dall’interno.
Ho l’alta marea dentro al petto e una scorta d’aria ridicola come unica difesa.

Non sarà mai più lo stesso, dopo quell’istante. Non sarò mai più la stessa.

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“You know, in all of the times that we shared I’ve never been so scared…”

Non so da dove iniziare.
Non so neppure a cosa possa servire. Non che scrivere debba necessariamente servire a qualcosa, ma in questo caso lo vorrei. Lo vorrei tantissimo.
Vorrei che bastasse battere su questi tasti, per cambiare tutto, per far tornare tutto com’era, appena cinque giorni fa.
Non bevo caffè da cinque giorni. Niente, non una goccia, neppure al mattino.
Ho pensato che forse, di fronte ad una rinuncia simile, l’Universo mi darà ascolto e ristabilirà l’equilibrio.
Per il momento mi ritrovo solo con un mal di testa impossibile e una paura profonda, vorace, che sta mangiando ogni pensiero.
Non ho mai avuto tanta paura in vita mia. Mai. Non ho mai sentito tanto terrore e tanta impotenza.
A volte non mi accorgo neppure di piangere, succede senza controllo, come fosse l’unica reazione possibile a quest’attesa che sembra portare in un’unica direzione.
Non sono pronta, non me l’aspettavo, non so come prepararmi alla “peggiore delle ipotesi”.
Chiunque mi parli mi dice di aspettare, di sperare, di non lasciarmi andare. Chiunque, tranne chi dovrebbe. Tranne chi mi ci farebbe credere sul serio.
Ho il cuore spezzato, non riesco a trovare altra definizione. Ho il cuore spezzato.
Ho vissuto rotture con fidanzati e amici, sono stata ricoverata in ospedale per diversi problemi, ho fallito a scuola e al lavoro… ma mai, mai, ho sentito tanto dolore.
Mi sono ritrovata ad accarezzare un graffio che mi ha lasciato su una gamba tempo fa, ieri. Ho ripensato al modo in cui ha cambiato i miei gesti quotidiani, insegnandomi ad essere costante, presente. Ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato il silenzio che non c’era da anni, ormai. Quel silenzio brutto, sbagliato, che non sa di pace.
Non è giusto, niente di questo lo è.

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