Archivi del mese: settembre 2013

Questioni serie.

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Poiché l’argomento capelli riscuote sempre molto successo su questo blog, vi pongo un quesito molto importante, mettendo nelle vostre mani le sorti della mia testa…
Il colore di partenza è un rosso ramato (quello della foto, ma un po’ più chiaro… no, ok, MOLTO più chiaro, praticamente arancione.) e le opzioni sono le seguenti:

– stesso colore sopra e ARCOBALENO sotto.
Con “sotto” intendo proprio tutti i capelli sulla nuca, ogni ciocca di un colore diverso.

– tutti color magenta scuro (googlare, prego.), magari tagliandoli e scalandoli un po’.

… up to you, consigliatemi!

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Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 3 commenti

For ever alone. -.-“

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Soltanto pioggia.

Il primo vero temporale d’Autunno va celebrato al meglio e allora va bene anche prendere in prestito una track dalla Rainy Playlist per spostarla nella FALLing Playlist, dai.
Oggi ci sono vecchi pensieri a mollo nelle pozzanghere, secchi ed ingialliti come promesse andate a male.
Mi è tornato in mente qualcuno in cui la mia mente vagabonda non si imbatteva da un po’ ed ho provato quasi nostalgia, a tratti.
Perché, per qualche istante, a suo tempo, ho perfino pensato che potesse funzionare sul serio, quell’incontro un po’ strano di mani tanto simili.
Avrei voluto avere la possibilità, il tempo, la pazienza, la fiducia per dire tutta la verità, d’un fiato, per poi lasciarla andare e passare oltre, regalando un abbraccio sincero come nuovo inizio, libero da sottintesi pericolosi.
E’ che, nonostante tutto, sono sicura che sarebbe stato bello, bello davvero, se avessimo provato a salvare ciò che di puro ancora restava, tra noi.
Ma, forse, è solo la pioggia a parlare; il vapore profumato del tè al lampone, l’Autunno furioso che mi inzuppa di malinconia.

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Stolen. :)

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“…I shiver like I used to, just for you.”

Trattatela bene questa canzone, perché Lucy è uno dei tesori più preziosi della FALLing Playlist.
N.B.: Il video è ad alto tasso di commozione, io ve lo dico!

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Through the fog.

La Granda ha una faccia diversa, alle 6 del mattino.
I passi si fanno svelti per combattere il sonno ancora acceso nella testa, come una lampadina dimenticata nell’ultima stanza alla fine di un corridoio, sospesa sul silenzio.
Mi godo le prime fusa della giornata, quasi non vorrei altro, oggi.
L’alba fatica a compiersi, annegata nella nebbia densa, che arruffa i capelli appena lavati.
Ho ancora tempo, ma cammino svelta per disperdere i brividi.
Ci sono note sognanti a far compagnia nell’attesa, accanto al binario fremente.
Non si è mai soli, qui, neppure a quest’ora.
Settembre va via in punta di piedi, lasciandosi dietro cieli bianchi e chiome sgargianti.
Addento il mattino e sa di caffè, poi ti bacio lieve, mentre abbracci la tua notte ancora lunga.

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Because you’re worth it.

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E’ l’orgoglio che frega le persone.
Quella piccola cosa sciocca e appiccicosa che resta sulla pelle dopo una rottura, uno scontro, una delusione.
Probabilmente sono troppo pigra per portare rancore, ma l’orgoglio proprio non lo capisco.
Quell’ostinazione immotivata che spinge a detestarsi anche dopo decenni, per cose che neppure esistono più e che magari non sono mai esistite davvero.
E’ che si alza la voce, in certi momenti; si usano paroloni, si mettono punti irrevocabili alla fine di discussioni che non avranno mai una vera conclusione; si prendono decisioni definitive nel bel mezzo di uno stato mentale ed emotivo che non ha proprio nulla di definito.
A me queste cose fanno un po’ sorridere, perché le ho fatte raramente nella vita, e tutte le volte non sono servite a molto.
Ho sempre pensato che si possa arrivare ad odiare sul serio solo chi si ama, in qualche modo.
L’odio è un sentimento forte, coinvolgente, che non si regala di certo al primo che ti sorpassa in coda alla posta.
Quello lì merita al massimo una forte antipatia, qualche insulto, magari un po’ di minacce di morte, dai.
Ma l’odio, la rabbia, lo spreco non indifferente di energie volto a tenere in vita un indefinito rancore millenario la cui origine spesso neppure si ricorda sul serio… è roba da prima classe, da persone a cui, in qualche modo, si tiene, si è legati, anche se in maniera strana.
Allora vi consiglio di vederla così, quando qualcuno vi tiene il broncio per un sacco di tempo: gli importa di voi, sotto sotto.
Magari non nel modo “tradizionale”, magari neppure consapevolmente, magari in maniera un po’ morbosa… ma gli importa.
Altrimenti lascerebbe perdere.
Invece no. Invece ne valete la pena.

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This ALWAYS breaks my heart.

Una canzone che ascolterei ancora e ancora, in qualunque versione disponibile sul web?
Questa.

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Day Off.

Avere un giorno libero, solo per me, non fa altro che rendere più evidente la quantità vergognosa di cose che rimando da mesi.
Il fatto è che penso a tutte le scartoffie, le file, le firme, le foto-tessera orrende, le spiegazioni, gli sportelli… e decido di bere una tazzona di caffè, invece di uscire di casa ed iniziare ad affrontare anche solo una piccola parte di questa lunga trafila.
IF PROCRASTINATING IS WRONG, THEN I DON’T WANT TO BE RIGHT! u_u
E’ giovedì e, fino a poco tempo fa, questo significava proveconlaband.
Solo che siamo rimasti orfani di sala prove e poi di batterista.
Il che mi fa pensare seriamente che sia proprio io a portare sfiga, musicalmente parlando.
Non può essere una coincidenza, dai!
Tutti i gruppi di cui ho fatto parte, non sono durati più di un anno, è chiaramente colpa mia!
Insomma, stamattina ho preso in mano la chitarra dopo mesi di occhiate a distanza, ed ho pensato a quando sarò lontana da qui.
Ho pensato che avrò bisogno di una chitarra, di sicuro.
Che magari non userò granché, ma mi farà bene averla accanto, insieme ai quaderni nuovi, puliti, da riempire.
Ho pensato, per la prima volta, a come SARA’ e non a come SAREBBE, perché me lo devo, perché questa volta non ci saranno scuse.
Ne ho parlato con chi conta, con chi può capire… per renderlo reale, per seminare motivi che possano essere più pesanti delle paure, quando arriverà il momento.
Ho pensato che la prima volta è successo a Febbraio, nel 2006, e che il prossimo Febbraio saranno ormai 8 anni… OTTO, neanche fosse fatto apposta.
Ho sorriso, realizzandolo, ed ho capito che sarà il momento giusto.

Sarà Febbraio.
Non importa come, sarà Febbraio.
In questo giorno libero, tutto per me, ho capito che, ancora una volta, you should never underestimate my ability to find shit out… e lo dico in Inglese perché, in questa lingua, non mento mai, lo sanno tutti.
Ho capito che quando ho una sensazione, devo seguirla, perché è sempre quella giusta, almeno in certe cose.
In questo giorno libero, solo per me, sono rimasta a letto per molto tempo, nonostante fossi sveglia, solo ad ascoltare il suono di sottofondo delle spalle indolenzite, ridendo da sola per il sogno della scorsa notte in cui era presente la parrucchiera che dovrei incontrare nella realtà, per avere capelli davvero felici!
E poiché ho parlato spesso di capelli, qui, vi dirò che al momento sono indecisa tra due idee, a riguardo… ma che stavolta mi affiderò a qualcuno di competente, lo giuro!
In questo giorno libero, tutto per me, la FALLing Playlist inonda le stanze.
Ve ne lascio un pezzetto.

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Cit.

“…l’odio è un diario segreto che sfoglio per sentirmi più solo.. e il mondo è solo una sensazione di cose che succedono altrove…”

[I Ministri]

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