Archivi del mese: agosto 2013

Alba.

Anche se, in realtà, il sole non si è ancora fatto vedere, il che non mi dispiace.
Il primo giorno di lavoro dopo lunghe ferie non è mai semplice, ma personalmente trovo molto peggio il secondo.
Lo dimostra questa giornata iniziata col piede sbagliato (e bagnato di pipì di Morgan, soprattutto! C’è di buono il caffè appena preso e quello che mi aspetta al lavoro, la quiete in cui potrò dondolarmi fino alla prima scampanellata, il libro che mi porto in borsa, a letto, in treno, in pausa, tra i pensieri, da un paio di giorni.
Me ne sono innamorata con tale velocità e semplicità da rendermi felice di avere un simile tesoro sotto agli occhi. Felice sul serio, intendo.
Ho una voglia insana di divorarne ogni pagina subito, contrapposta alla tristezza del vederle finire troppo presto.
Ne ho sempre uno con me, ovunque vada, anche quando so già che non avrò modo di leggerne una singola parola.
Mi mette sicurezza, mi fa sentire a mio agio, pronta ad affrontare il resto.
Gli e-books non mi piacciono perché non hanno consistenza, sono comodi, facili, leggeri.
Le parole non lo sono mai, invece. Non quelle che contano.
Le parole hanno un peso, sempre.
E sentirlo pendere dalla mia spalla mentre me ne vado per il mondo, è la mia ancora.

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Categorie: Beyond, Ordinary li(f)e | 11 commenti

News and purrrs.

Il mio primo post da smartphone,incredibile ma vero!
Ho ceduto alla tecnologia e adesso anch’io ho un telefono più intelligente di me,con tanto di applicazioni utilissime tipo il l’attore di codice a barre (O_o ??), Instagram (così che ogni mio pasto possa essere prontamente condiviso col resto del web) e,naturalmente,wordpress.
Anche perché, attualmente, questo è il mio unico collegamento ad internet, dato che, ladies and gentlemen…il trasloco è finitooo!!!
Siamo nella nuova, incasinatissima, colorata casina, da venerdì.
C’è ancora tutto da sistemare e domani si torna al lavoro,ma va bene così, un passo alla volta, un’impresa dopo l’altra.
Tra pochi giorni sarà Settembre, tra poche settimane sarà Autunno, ho una postazione caffè- tè pronta a lavorare a pieno ritmo e i morbidini sono già settati sulla modalità fusa&coccole sul divano.
Welcome Home to me.

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Talk me bout the future.

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“…tanto più in là non riesco a guardare, il mio infinito è diviso in settimane…”

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“…isn’t it ironic?…”

Accendo la TV per compagnia e, in tutta risposta, mi ritrovo ad ascoltare, imbabolata, un monologo sulla solitudine.
Ironico, no?
Ho passato la serata a (ri)scrivere il mio Curriculum in inglese per un’associazione che non lo prenderà mai neppure lontanamente in considerazione.
E se anche dovesse succedere… non so quanto sarei effettivamente pronta ad un’esperienza del genere, ora come ora.
Che poi “ora” sarebbe gennaio, ma non è questo il punto.
E’ che oggi non è stata una bella giornata ed il cattivo umore pare non essere intenzionato a farmi addormentare tanto presto.
Sono seduta al centro di una stanza ormai quasi vuota, in una casa ormai quasi deserta, senza neppure il phon, sepolto in chissà quale scatolone già a molti km da qui.
Ho tenuto gli occhi incollati al monitor per tutta la sera, per evitare di spostarli sul bianco invadente delle pareti spoglie, sentendomi irrimediabilmente piccola.
Negli ultimi 8 anni, ho cambiato più case che tagli di capelli, il che è piuttosto ironico per una che non riesce proprio a piacersi, guardandosi allo specchio.
Sono talmente stanca di impacchettare che potrei rischiare di accontentarmi, prima o poi.
E’ tutto bellissimo e talmente pesante, presente, pressante…

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“…it’s just a spark but it’s enough to keep me going…”

Ho sbuffato, ho scalpitato, ho messo il broncio, ho sbagliato, mi sono chiusa nel mutismo e poi sono esplosa in uno sproloquio grondante insicurezza, mi sono sentita frustrata e poi segretamente soddisfatta, ho maltrattato le corde e contratto troppo i muscoli… ma questo EP è iniziato, infine.
Piano, a fatica, timidamente, ma abbiamo dato il VIA, stamattina.
Mi basta questo, per crederci un po’ di più.

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“No Rain, no Rainbow”.

Mi sono guardata intorno, a lavoro ultimato, ed ho sorriso.
E’ in un arcobaleno che vivrò, da “adesso” in poi.

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“Avvinghiata”.

“…Swinging from the background
Swelling from beneath
What was in the darkness, blooming under me
Rising from the ashes
Waking all the dead
Tearing through the sadness ringing through my head…”

La rabbia fa invecchiare in fretta, riesco a leggerlo tra le pieghe del tuo sorriso alterato dai troppi bicchieri.
Li riempi di speranze e bevi d’un sorso, spingendole con naturalezza sul fondo di te stessa, illudendoti che possano attecchire, in qualche modo, in quell’ambiente ostile che con cura maniacale hai creato negli anni.
Ti trovavo bella, fresca, difficile da rovinare.
Oggi ti ho rivista, per caso, non avrei voluto ma mi sei piombata di fronte senza neppure accorgertene, lasciandomi scossa per un istante soltanto.
Ti ho vista diversa, un po’ più curata rispetto all’ultima volta, ma decisamente meno bella.
La corsa incostante verso quel posto che da lontano ti sembrava magnifico, ti ha consumato gli occhi, rendendoli banali, stanchi, più piccoli.
Sei arrivata in cima, ti sei sistemata comoda con tutte le tue cose, senza guardarti intorno, senza valutare i pericoli né considerare la distanza da casa.
Ma mi è bastato un secondo soltanto, un attimo fugace e distratto, per scorgere un’ombra segreta di delusione, in fondo a quel sorriso irregolare che tanto amavo, prima.
Se solo avessi ascoltato più attentamente, avresti capito di aver sempre avuto ragione.
Guardandomi meglio, da vicino, ti sarebbe stato chiaro che non c’è nulla di unico, in te, ma che ogni cosa che sei è speciale comunque, nonostante questo e proprio per questo.
Ti saresti accorta di quanto tu mi appartenga, in fondo.
Avresti scoperto, sfogliandomi, che sono stata spaventata, dolcissima e sola esattamente come te, ma che poi è passato.
Passa sempre.
Ti ho vista per sbaglio, allora come oggi.
Un piccolo, gravissimo sbaglio che continueremo a ripetere, insieme, senza dirlo mai.

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Appello (ma non quello che si fa a scuola, eh!).

Piemontesi (tanto lo so che ci siete, che vi palesiate o meno),
tolte le infinite bellezze storico-artistiche-ambientali di questa regione di cui sono perdutamente innamorata da ormai quasi 5 anni… sapreste consigliarmi dei posti particolari, strani, divertenti da visitare?
Ad esempio dei locali fuori dai canoni, per una serata diversa, cose di questo tipo, ecco.
Siate copiosi ed originali, ho bisogno di voi!

Categorie: Ordinary li(f)e | 7 commenti

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