Archivi del mese: dicembre 2013

Good enough.

Ho la inbox colma dei vostri nuovi posts degli ultimi giorni, ma ho deciso di lasciarli lì, in attesa, con l’icona della busta da lettera ben chiusa.
Perché è la Vigilia di Natale, finalmente, e i regali si scartano solo domani mattina o al massimo dopo la mezzanotte, se proprio non si riesce a resistere.
E le vostre parole, le vostre storie, le vostre tracce di vita, sono sempre regali, dei più preziosi.
Ché in un blog si mette un bel pezzo di anima, inutile negarlo.
Anche nei fashion e nei food blog, sì, non scuotete la testa.
Ho un bel vestito bianco, per questa serata che aspetto tutto l’anno.
Le scarpe sono rosse e luccicano, un po’ come quelle della Dorothy della Disney (nel libro erano argentate, è una cosa che tengo sempre a precisare.), e magari fanno a pugni con il rosa dei capelli, ma non importa, mi sento molto in tema.
E già mi aspetto un sacco di rimproveri dai parenti, perché “sembrano finti, guarda che non sei un cartone animato” e così via, ma non sarebbe Natale, senza.
C’è il nervosismo tipico dei giorni di festa, in casa, ma sto lottando strenuamente per non farmi contaminare da chi sbuffa, chi brontola a mezza bocca, chi cammina veloce, col broncio già indossato e le ciabatte trascinate rumorosamente in giro per le stanze.
Mi si sono già smagliate le calze, M. e i morbidini sono a più di 1000 km di distanza, qui non c’è ombra di Inverno… ma le luci aggiustano ogni sbavatura di questo Natale imperfetto, e mi basta.

Buon Natale, qualunque cosa significhi per voi.

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In pillole.

– la neve, il pupazzo alieno cinese, la cioccolocanda con il gestore “antroposofico”, gli omini di pan di zenzero;
– i nuovi “giocattoli”, la sorpresa importante e la conseguente notte insonne a chiedermi cosa io desideri davvero;
– i libri introvabili, la “carineria” e i saluti al binario;
– frecciarossa pagato quanto un solitario, con ritardo di 40 minuti;
– il mancato cinema e le caffetterie piene;
– serata romana dopo mesi di latitanza;
– regali fighissimi quasi interamente a tema gattoso;
– cena (d)alle 23.00 con polpettone grande quanto un neonato, patate al forno e bicchiere di vino che, magicamente, si riempiva da solo;
– delirio notturno con persone mai viste prima e che già amo follemente;
– tachipirina e ancora vino;
– serietà fino alle 4.00 e conseguente perdita dei sensi;
– sveglia alle 7.00 con faccia devastata e raffreddore esplosivo;
– nebbia fitta perfino a Roma, non so se mi spiego;
– l’ansia da terminal sbagliato;
– il viaggio all’indietro…

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Prima.

Sarò un’eterna distratta, la tipica persona con “la testa tra le nuvole”, una che si perde facilmente tra i pensieri, ma ho un discreto talento nel ricordare le date importanti.
A volte mi rendo conto di aver registrato nella memoria dei giorni apparentemente banali, con una precisione impressionante, dalla data al modo in cui ero vestita.
E’ per questo che oggi mi sono sentita smarrita per un istante, quando ho realizzato di aver del tutto dimenticato un compleanno molto, MOLTO importante.
Ci ho pensato per giorni, ho fantasticato a lungo su cosa dire, ché dopo tutti questi anni condivisi, crescendo insieme e poi distanti, sono rimaste davvero poche le parole ancora non scritte. Soprattutto scritte, sì.
Quel giorno ero in macchina con M, tornavamo da un pomeriggio di ultimissimi acquisti natalizi, con i sedili affollati di borse biodegradabili piene di cose buffe, da ridere, per quegli amici a cui non “si deve” nulla, ma a cui non si può non pensare, di fronte a certi articoli.
Ero in macchina a guardare il paesaggio veloce e continuavo a chiedermi, ad alta voce: “Ma cos’è oggi? Cosa mi ricorda questa data? Che dovevo fare?”.
Eppure niente, non un sussulto, solo l’eco sbiadita di momenti antichissimi, nonostante l’sms già pronto in bozze, in attesa dell’invio.
L’ho ritrovato oggi, quel pezzo mancante, e mi sono sentita triste, in colpa.
Sono quasi certa che dispiaccia più a me che alla persona a cui, per la prima volta in 12 anni, non sono arrivati i miei auguri di buon compleanno in tempo, se non prima di chiunque altro.
A me non importa molto dei compleanni, forse perché ho sempre avuto un rapporto un po’ conflittuale con il mio.
Sono nata l’1 Gennaio, il primissimo giorno dell’anno, e quando ero bambina questo significava soltanto una cosa: non poter festeggiare con i miei amici, magari portando anche i pasticcini a scuola, come facevano tutti.
Perché l’1 Gennaio le scuole sono chiuse, si sta con la famiglia, si è ancora in piene feste.
Crescendo, ho imparato a festeggiare a mezzanotte, quando tutti si scambiano gli auguri per l’anno nuovo, strepitano, stappano bottiglie, così che quel momento potesse passare inosservato, senza troppe cerimonie.
Non ho mai tenuto il conto di chi mi faccia gli auguri o meno, perché non ricordarsi i compleanni altrui lo trovo del tutto normale, non è un problema.
Con l’aiuto di FaceBook, ormai, chiunque può scrivermi due righe in bacheca nel giorno giusto, inondandomi di notifiche e la cosa finisce lì.
Ma io certe date non le dimentico, perché la nascita di certe persone che hanno avuto un ruolo così decisivo nella mia storia personale va celebrata.
C’è stato un momento, anni fa, in cui ho realizzato quanto le cose fossero cambiate tra noi, quanto fossimo lontani, quanto fosse diventato facile accettarlo e perfino non rendersene conto.
L’ho trovato triste, a tratti, perché era il segno evidente di quanto fossimo cresciuti, nonostante gli sforzi per restare fermi ai 16 anni.
Adesso, di anni, ne ho 10 in più (quasi 11, se andiamo avanti di qualche giorno), e non tornerei indietro per niente al mondo.
Magari solo a qualche giorno fa, per essere di nuovo, sempre, comunque, la prima a dirgli buon compleanno, anche quest’anno.

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“It’s the most wonderful time of the year.”

Oggi non devo lavorare.
Neppure domani e per qualche altro giorno ancora, a dire il vero.
Così bevo caffè, coccolo i morbidini pigri, stilo liste su liste e preparo la valigia.
Ancora due giorni qui e poi saranno treni, autobus, amici, strade percorse milioni di volte, famiglia, brindisi, tutto il pacchetto dell’ultima, bellissima settimana dell’anno.
Ieri ho indossato la mia divisa da elfo ed insieme ad un Babbo Natale-M. con tanto di pancione posticcio sono andata a portare un sacco (anzi, DUE sacchi!) di dolci regali ai bambini di una scuola materna, che ci hanno accolti con canzoni e balli scatenati, senza dubitare neppure per un secondo che fossimo gli originali, proprio quelli del Polo Nord.
Probabilmente è stato facile convincerli perché ci credevamo noi per primi, ecco, mi piace pensarla così.
Una cosa che mi chiedo sempre, quando guardo i film natalizi in TV è la seguente: ma se Babbo Natale esiste sul serio e porta effettivamente dei doni in tutte le case del mondo, com’è possibile che gli scettici di turno (solitamente i genitori del piccolo protagonista del film, o comunque gli adulti in genere) non credano alla sua esistenza?
Voglio dire, come si spiegano l’apparizione di quei pacchetti in più sotto l’albero, anno dopo anno?
Per come la vedo io, è solo un’ulteriore prova di quanto siano stupidi i “grandi”, quando si impuntano contro la magia.
“Those who don’t believe in magic will never find it”, diceva qualcuno più saggio di me, che cito spesso, soprattutto in questo periodo dell’anno.
Sono in quel momento di Dicembre in cui si accumulano gli impegni piacevoli, uno sull’altro, scarabocchiando l’agenda di appuntamenti, cene, giri di saluti e distribuzione di pensierini in carta scintillante.
Stasera ultime prove del 2013 con la band, domani pizza con le colleghe, sabato il Nostro Natale, come da tradizione.
Il cielo promette neve, per stasera, e sarebbe il regalo giusto, quello che chiedo tutti gli anni, da sempre, e che desidero più di tutto il resto.
Più di un certo progetto che sta tornando ad essere sogno e basta, da rimandare più avanti, per cose che le mie gambe corte di bambina non riescono ancora a scavalcare.
Vorrei indossare vestiti caldi ed andare a trovare le montagne che mi abbracciano ogni giorno, bianche e maestose, stagliate contro un cielo che non mi è mai sembrato così alto eppure vicinissimo.
Magari a Natale, che poi è dopodomani, per Noi.

Vi lascio con questo bel regalo che mi ha fatto YouTube stamattina: ben 3 ORE di musica natalizia, magari da utilizzare come sottofondo per le vostre feste con parenti e amici, in questi giorni.
Per chi volesse delle versioni alternative dei grandi classici, consiglio “A very She and Him Christmas” (degli She and Him, appunto), “Blue Christmas” (degli A Fine Frenzy) e i 2 ep natalizi della famiglia DuPree.

Happy Holidays, y’all!

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Elf days.

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Bimba: “Non esistono i capelli rosa, sono attaccati al cappello!”
(Sorrido, tolgo il cappello, le faccio toccare i capelli.)
Bimba: “Ma allora… sei magica!”

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In attesa di un post serio…

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…vi comunico che ho incontrato Babbo Natale! (La foto lo dimostra.)
Era visibilmente provato dalla mole di lavoro dell’ultimo periodo, ma si è prestato volentieri per alcuni scatti.

Anyway.

C’è un mucchio ingarbugliato e coloratissimo di cose che vorrei fermarmi a raccontare, ma voglio che ci sia la musica giusta, il cielo giusto appoggiato alla finestra, le stoffe giuste come carezze sulla pelle.
Voglio aspettare che ogni cosa sia chiara tra i pensieri e sulle dita, prima di darle contorni neri.
E’ bello aspettare.

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Not this time.

E’ la paura che mi frega, sempre.
Come si fa a non ascoltarla?
Come si fa a lasciarle la mano?

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Forse l’avevo già chiesto l’anno scorso…

Ma nevica anche sul mio blog, quando lo visitate, oppure si deve attivare una qualche opzione speciale di WordPress di cui io non sono a conoscenza?
No, perché quando vengo a trovarvi sulle vostre pagine mi mettono tanta allegria quei piccoli fiocchi bianchi e vorrei ricambiare il favore. 🙂

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Tutto quello che non avete mai osato chiedere.

Arrivo tardi, lo so, ma sono sempre un po’ scettica riguardo queste cose, all’inizio.
Parlo di ask.fm, in questo particolare caso.
Oggi, non avendo alcuna voglia di prepararmi per tempo per andare al lavoro (altrimenti come faccio a mantenere alta la mia fama di colei che si riduce sempre e comunque all’ultimo minuto?!), ho pensato di iscrivermi anch’io a questo sito che, probabilmente, conoscerete già tutti.
In caso contrario, per farla breve, si tratta di un posto in cui la gente (ed intendo CHIUNQUE, dal vicino di casa a sconosciuti random) potranno farvi delle domande, assolutamente anonime, su qualsivoglia argomento.
Poiché sono la tipica persona che, con una rivista in mano, scorre le pagine velocemente, alla ricerca del test della settimana (che sia del tipo “E’ solo una cotta estiva o l’amore della vita?” o “Scopri il tuo profilo psicologico attraverso la lettura dei fondi del water”), ho pensato che sarebbe stato divertente restarmene in balìa delle curiosità delle persone, rispondendo a quesiti nuovi di volta in volta, come in un lunghissimo test senza alcun risultato.
Insomma, i modi per perdere tempo non finiscono mai, per fortuna.

Mi trovate qui, se proprio volete cercarmi:

ask.fm/groupiedoll

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Va ricondivisa, periodicamente. Ché magari, prima o poi, il concetto arriva a destinazione.

“If I had one wish it’d be for you and all your friends that didn’t like me
And if I had one wish it’d be that we had danced more at that apocryphal wedding
If I sound angry, I’m sorry
This body can only cry for so long
And if you want to blame me, then go on
I’m smiling now ‘cause I’m smarter than you think

I’M SMARTER THAN YOU
I’m smarter than you think

And I apologize for not telling you that my halo was cut from paper
Sliced from the fibers that made up all the parts that we were together
Even though I miss you, I’m thankful
It’s obvious that this one was futile
So put your hands together and clap for
The painful choice you’ve made ‘cause it’s right

I’m smarter than you
I’m smarter than you think
I’m smarter than you
I’m smarter than you think

You are the narcissist
You’re everything you saw in me
(Into the sea you fell
In love with the reflection of yourself)
You are the narcissist
You’re everything you saw in me
(Into the ocean’s grip
I swam away to watch you drift
You failed to see I’m smarter than you think
I’m smarter than you think)

I’m smarter than you
I’m smarter than you think
I’m smarter than you
I’m smarter than you think

(I found out) I’m smarter than you
(The hard way this time) I’m smarter than you think
(We were right) I’m smarter than you
(This was all wrong) I’m smarter than you think.”

Categorie: Imagine, Somebody told me | Lascia un commento

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