Archivi del mese: marzo 2016

Lo so che…

…questo post dovrebbe iniziare con una serie di improbabili scuse per giustificare la mia assenza degli ultimi millemila mesi, ma in realtà non me ne frega niente, quindi opterò per un atteggiamento vago e disinvolto, procedendo ad un semplice elenco di coseaccaso che serve più a me che a voi, ché ormai sono anziana e mi fa bene scrivermi le cose.

  • Sono in ferie dal lunedì prima di Pasqua e tornerò al lavoro solo il prossimo lunedì. Due settimane tonde tonde di nullafacenza (quasi) totale che, in parte, mi sono state imposte per questioni logistiche.
    Se vi state chiedendo se io stia impiegando questo tempo prezioso per portare a termine tutti i progetti a cui non posso dedicarmi quando lavoro… ah! Siete proprio degli ingenui! Naturalmente spreco buona parte delle mie giornate a recuperare i settecento episodi arretrati delle serie TV che seguo, bevendo litri di tè. In pigiama.
  • Ad essere onesta, ho iniziato il lungo periodo OFF con un doveroso quanto necessario ritorno nella mia amata, unica e sola London.
    Pochi giorni e molte emozioni contrastanti, ma alla fine non mi sono gettata nel Tamigi, come invece temevo andasse a finire, per cui posso considerarlo un successo.
    Ho avuto momenti di disperazione totale, lo ammetto, ché Londonsicklastsforevah, lo sappiamo tutti, ma mi sono consolata ingozzandomi con i magici rainbow bagels e la vista dal 32esimo piano dello Shard mi ha spento i pensieri per un bel po’ (nonostante le occhiatacce delle cameriere dell’Aqua che mi hanno sicuramente scambiata per una barbona, quando ho ordinato la cosa meno costosa di tutto il menu, quasi piangendo lo stesso per il prezzo.).
    Sono giunta alle ennesime conclusioni sulla mia benedetta vita, ho spinto via le lacrime sul sedile di un bus e sono tornata qui sana e salva, dopo diciottomila ore di viaggio a causa di vari imprevisti.
    Bene così, per ora.
  • Ho deciso che i miei capelli devono tornare arancioni. Ma potrei cambiare ancora idea, prima di quel giorno.
  • La prossima settimana inizierò a fare qualche presentazione di “Una specie di ragazza”, il che va un po’ contro le mie convinzioni. Un pittore espone i propri quadri, un musicista suona i propri pezzi… perché diavolo uno scrittore deve PARLARE dei suoi libri? E’ una cosa che mi infastidisce enormemente, mi chiedo perché alla gente debba fregare qualcosa di ciò che ho da dire. Leggete il libro, punto.
    Eppure è la sporca legge del marketing che me lo impone. Ossia, la gente è troppo pigra per cliccare su “aggiungi al carrello” su un qualunque store online e se non gli preparo un tavolino con su i libri e dietro la mia faccia imbarazzata non comprerà mai il romanzo ma continuerà a chiedermi imperterrita “Ma lo voglio leggereee! Come faccio??”.
  • La cosa positiva, in tutto ciò, è che ne farò anche una a Roma. Di presentazione, intendo. A fine maggio. Insomma, Nana e Debh (anche se ormai fai finta di non essere più romana), ESSETECI please, ché in realtà è tutta una scusa per (ri)vedere ggente!
  • A proposito di vedere ggente, dopo mirabolanti disavventure, tempeste di neve, epidemie mortali e sfighe di varia natura, HO INCONTRATO FIRESIDECHATS nella ridente Torino e lo posso dimostrare! Egli esiste, nonostante io non ci credessi molto. Ho le prove fotografiche (che userò per ricattarlo da qui all’eternità). Sono cose belle, anche se è un po’ snob col caffè. ma nessuno è perfetto.
  • Per la prima volta nella Storia delle Pasquette, ho trascorso una Pasquetta davvero figa. Nonostante la dirompente Primavera piemontese si sia manifestata in tutto il suo grigio splendore, minacciando di mandare tutto all’aria fino all’ultimo minuto. Insieme ad una decina di persone (mia band, band di M. e rispettivi consorti) ho messo su un palco improvvisato nel “giardino” (le virgolette sono d’obbligo, ve lo assicuro. E’ più un mezzo bosco.) della casetta di campagna dei genitori di M., in mezzo al nulla (un luogo che su google maps non esiste, per intenderci. Perfetto covo per un criminale.). Abbiamo montato una batteria, sparso qualche amplificatore, casse audio e microfoni e poi via al casino, per tutto il giorno, senza dar fastidio ad anima viva, essendo tra i campi.
    Poteva essere l’inizio di un brutto film horror, mi aspettavo che qualcuno andasse a fare pipì tra gli alberi per non tornare mai più, o che dei ghiri zombie ci facessero a pezzi, ma invece niente, solo tante cose buone da mangiare (che sto ancora pagando a caro prezzo, essendo marcia dentro.) e un sacco di musica, compresa una cover di Ricky Martin. Sì, avete letto bene.
  • Comunque la mia nuova band (r)esiste ancora, abbiamo qualche pezzo nostro e prima o poi spero di riuscire a suonare di nuovo in giro, perché è l’unico contesto in cui io riesca a divertirmi senza vergogna pur essendo al centro dell’attenzione e, insomma, non è roba da poco per una che si fa problemi anche a starnutire in pubblico.
  • Ho ricevuto 14 libri in regalo, tra Natale e compleanno, e gli unici 2 che mi siano piaciuti davvero sono quelli che non facevano parte della mia wishlist. Inizio a dubitare della mia stessa conoscenza dei miei gusti, a questo punto. M., in compenso, sembra conoscermi benissimo e non sbaglia un colpo. (Però dice anche che, forse, sono io il problema, e non i libri. Ché magari sono in un periodo NO, libristicamente – parola che esiste perché lo dico io – parlando e quindi qualunque libro mi sembra un po’ meh.)
  • Sono povera e la cosa mi disturba parecchio. Ho gusti costosi, io!

Voi come ve la passate? Leggerei volentieri i vostri elenchi!

944876_10207438690459442_1622499271755018458_n

Categorie: Imagine, io dico solo, Uncategorized | 2 commenti

Blog su WordPress.com.