Archivi del mese: aprile 2012

Eccomi.

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Categorie: Imagine, Somebody told me | 2 commenti

Rigirare il coltello nella piaga.

No, ebay, non vivo più a Roma da quasi 2 e dico DUE anni, ormai.
Quindi smettila di intasarmi la inbox con imperdibili offerte Capitoline, facendomelo ricordare ogni giorno.
Ho già abbastanza “momenti NO”, crisi mistiche, attacchi acuti di nostalgia e “ommioddiomacomehopotutooo” per conto mio, non mi serve che tu stia lì a sottolineare la cosa facendoti beffe di me.
Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, se abitassi ancora a Roma, non avrei neppure i soldi per mangiare (ecco perché ero molto più magra rispetto ad ora… anche se gli unici pasti abbordabili dalle mie tasche erano quelli del McDonald’s.), figuriamoci per comprare la tua inutile robaccia di seconda mano.

Cordialmente,
Io.

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Oggi affido ad Emilie il mio pessimo umore.

“I was swimming across the sky,
clounds and angels by my side,
then I realized that I was lonely
and it wasn’t such a good thing.
I was flying in Paradise,
in that ocean of dead lights,
I was looking for your smile in the wind,
but there was nobody there this morning..
..I believe in your smile every day,
but I know that you’re far from my way,
when I talk to the moon I can hear you,
in the dark I can see, I can feel your light…”

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Piccole cose che ti cambiano la giornata.

Ho avuto una giornata un po’ pesante, un po’ trascinata, un po’ “ricorda che l’infanticidio è un reato grave e calmati”, un po’ “ora mi strappo le tonsille e le do in pasto ai gatti”, un po’ troppo caldo in auto&troppo freddo in casa… ma poi il coinquilino ha chiamato il mio nome a gran voce e, uscendo dalla nostra stanza, l’ho trovato con un sorrisone e un regalo inaspettato ed inusuale: un germoglio.
Un germoglio di pianta di zucchine, per la precisione.
A quanto pare, sta mettendo su un piccolo orto in quello che prossimamente sarà il giardino della sua nuova casa ed ha pensato di regalarmene un pezzettino.
Il problema è che io non ho per niente il pollice verde e comunque non ho mai avuto a che fare più di tanto con il Regno Vegetale, quindi spero davvero di non uccidere questa povera creaturina.
Consigli su come trattarla?? (Credo che mi affiderò a Google, come per tutte le cose importanti della vita.)

 

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Il mattino ha l’oro in bocca.

Poche cose mi rendono in pace col mondo come il caffè appena sveglia.
Svitare la caffettiera, lavarla con acqua fredda, caricarla, accendere il gas ed aspettare quel suono profumato nella penombra della cucina addormentata: è una routine alla quale sono talmente legata da sentirmi persa ed irrimediabilmente arrabbiata con l’universo, quando sono costretta a rinunciarvi, per qualsivoglia motivo.
Oggi è Domenica, ossia l’unico momento della settimana in cui io ed M. possiamo stare insieme tutto il giorno.
Il problema è che, puntualmente, fissiamo proprio per la Domenica tutti gli impegni impossibili da incastrare tra il lavoro della settimana e alla fine trasformiamo anche questo giorno in una corsa infinita e stressante.
Ad esempio, in questo preciso momento, sono giusto in ritardo rispetto alla tabella di marcia che mi sono mentalmente prefissata, ma avevo voglia di rifugiarmi qui per qualche minuto, buttar giù due pensieri semplici, ché altrimenti sarebbero scivolati via senza lasciar traccia e a volte mi dispiace che questo accada, perché la quotidianità, quella senza effetti speciali, merita di essere vissuta e coccolata e ringraziata quanto gli eventi straordinari.
Non è forse straordinario anche aprire gli occhi, salutare il proprio mondo e, per un istante, non desiderare assolutamente nient’altro?

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Little red haired girl.

Oggi, per strada, ho visto una signora sulla sessantina con i capelli dell’esatto colore che desidero da un po’ di tempo a questa parte.
Il colore in questione è il MAGENTA, quindi non proprio comune tra le sessantenni (provate a digitare “magenta hair” su Google Images e capirete a cosa mi riferisco.), voglio dire.
Che poi una volta ho anche trovato la tinta adatta, quella della Stargazer che vendono solo in pochissimi negozi qui in Italia, essendo inglese, ma l’ho fatta su una base troppo scura perché rendesse al meglio e allora i risultati non sono stati proprio memorabili, ecco.
Lo so che potrebbe sembrare un post inutile ed idiota (siamo a buon punto, in effetti.), ma il fatto è che il colore dei miei capelli ha dato una svolta alla mia vita, anche se sembra stupido a pensarci.
Sono nata completamente calva, poi sono diventata bionda, poi biondiccia (di quel biondo scuro-castano chiaro che trovo decisamente insulso, insieme ai miei occhi azzurri.) ed infine ho deciso di prendere in mano la situazione e guidare io stessa i mutamenti cromatici della mia testa indecisa.
Un giorno, verso i primi anni di liceo, andai a comprare tutto l’occorrente per diventare rossa.
Ma rossa-rossa, eh, perchè volevo emulare Kurt Cobain o Marilyn Manson del periodo Omega, fregandomene dell’effetto orribile che quel colore avrebbe avuto sulla mia faccia da ragazzina.
I miei, chiaramente, appresa la notizia, si opposero fermamente a questo cambiamento ed io, che MAI avevo dato retta ai loro divieti, proprio in quell’occasione lo feci, borbottando qualche imprecazione tra me e me.
Sotto sotto, probabilmente, non ero poi così sicura della mia scelta, anche se non volevo ammetterlo a me stessa, così regalai la tinta al mio ragazzo di allora (che si rivelò essere ancora più ridicolo di quanto sarei stata io, con quel colore. XD E lo dico con tutto l’amore che ancora adesso provo per lui, eh.), presi appuntamento dal parrucchiere e tornai a casa con i capelli di un nero-morte che mi rendevano ancora più pallida del solito.
Il commento di mia madre fu breve e conciso: “Sei bruttissima, sembri vecchia!” (Grazie, mamma, sono cose che non si dimenticano. <_< ).
Fatto sta che, a quei tempi, ero molto “adolescenteincompresachescrivepoesiesedutaperterrainunangolo” e quindi quel colore mi donava abbastanza, infatti tutti i miei amici ne furono entusiasti ed alcuni, ancora oggi, mi consigliano di tornare nera (cosa che non avverrà mai più, credo, perché ora sono vecchia sul serio e questo peggiorerebbe solo le cose).
Ma io ambivo al rosso e sapevo che, prima o poi, lo avrei sperimentato.
Un giorno, nella foga del “Ehi! La ricrescita biondiccia è ormai a buon punto!”, tagliai i miei poveri capelli in un orrendo caschetto e ci versai sopra un rosso acceso che, ovviamente, non attecchì sulle punte, che rimasero irrimediabilmente nere per mesi e mesi, in un modo così netto che la gente mi chiedeva come avessi fatto ad ottenere un bicolor così preciso. -_-” (E lungi da me il dire questo con ironia. Esistono, purtroppo, delle prove fotografiche di questo scempio.)
Ma ormai nulla poteva più fermarmi, continuai ad insistere e, dopo molto tempo, riuscii finalmente ad ottenere una capigliatura interamente rossa, che ancora oggi mi accompagna.
Ho provato ormai qualunque tonalità di rosso (anche perché la tinta la faccio a casa da sola, quindi i risultati sono sempre a sorpresa. 😛 ) e sono davvero rare le persone che ancora mi ricordano con un colore diverso in testa.
Ultimamente, purtroppo, i capelli rossi sono molto di moda tra le ragazz(in)e, soprattutto a causa del grande successo dei Paramore, la cui frontgirl ha fatto di questa caratteristica un marchio di fabbrica e alla quale alcune persone, evidentemente miopi e pazze, mi paragonano (sempre citando mia madre, che è entrata in camera mentre YouTube mi proponeva il video di PRESSURE: “Uuh, ma quando lo avete registrato questo? E’ il tuo gruppo nuovo?” -_-” Riconoscere i propri figli: you’re doing it wrong.).
Ma io vi dico, con tutto il rispetto per Hayley Williams (che è una gran figa, ammettiamolo!), che io sono arrivata prima e allora non rompete le scatole con questa storia! u_u
Comunque, dicevo (che post sconclusionato e mal scritto, ‘rca miseria… anche perchè nel frattempo sto giocando con Morgan, quindi il mio livello di attenzione è pari a zero.)… ultimamente i capelli rossi sono di moda, anche fin troppo, per i miei gusti, ma io… io non riesco a liberarmene!
Nonostante io sia una nota “Bastian Contrario” e quindi dovrei farmi biondo platino all’istante, proprio non riesco a cambiare, lo ammetto!
In fondo M. si è innamorato dei miei capelli rossi ed ha scritto ben 3 canzoni a riguardo, non posso mica tradirlo in questo modo!
In fondo a Roma mi chiamavano tutti “roscia” e l’alternativa, se cambiassi, sarebbe “nana”, il che non è mica tanto bello!
In fondo i miei capelli rossi hanno fatto scuola, inducendo un sacco di ragazze a tingerli così (alcune me lo hanno spudoratamente detto, altre no, ma era palese lo stesso)!
In fondo sarebbe come voltare le spalle a tutte le bimbe che mi dicono: “Ma tu sei Bloom, la mia Winx preferita!”.
In fondo sarebbe come rinnegare il mio sempiterno amore per Ariel, la sirenetta della Disney!
In fondo perfino Charlie Brown ha perso la testa per la ragazzina dai capelli rossi!
In fondo nessuno potrebbe più farmi la tristissima battuta “Beh, cos’altro potresti prendere, in effetti?!”, quando ordino una piccola rossa al pub!
In fondo mi fa anche segretamente piacere essere paragonata a: Alexz Johnson, Hayley Williams (appunto), Nathalie Giannitrapani e tante altre gnocche con le quali, purtroppo, non condivido altro che il colore dei capelli, solo perché la gente ha scarso spirito di osservazione!

E, tanto per restare in tema, chiudo questo delirio con un pezzo degli A Fine Frenzy, che ho scoperto solo grazie ai capelli rossi di Alison Sudol, la bella figliola che potete ammirare nel video.
Perché lei, dalla copertina del primo album “One Cell In The Sea” ha sorriso al mio M. che, al telefono, mi ha detto: “Ehi, ma qui ci sei tu!” (chiaramente era ironico) e allora io sono andata ad informarmi su YouTube e mi sono perdutamente innamorata.

I miei capelli rossi… come potrei abbandonarli, dopo tutte le fantastiche avventure che mi hanno regalato?

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Nervosismo in 3D.

Io odio il 3D. Sul serio, lo odio.
No, anzi, mi rimangio tutto. Più che odiarlo, lo trovo inutile. E fastidioso.
Ok, è divertente l’idea, è divertente indossare degli occhialini ridicoli e certamente pieni di germi (anche quelli usa e getta, perché tanto non ci credo che siano usa e getta sul serio. 😛 ), però in realtà non è che sia proprio come entrare nel film o sentirsi totalmente coinvolti neanche fossimo uno dei personaggi, come vogliono farci credere.
Magari sono sempre stata sfigata ed ho beccato cinema inadatti o film girati male; magari i miei occhi non hanno la capacità di cogliere pienamente le meraviglie del 3D; magari le mie aspettative a riguardo sono troppo elevate… resta il fatto che, se posso, evito.
Ricordo quando, anni fa, ho discusso animatamente con M. perchè volevo andare a vedere “SAN VALENTINO DI SANGUE” a tutti i costi, immaginando schizzi di sangue sugli occhialini, arti mozzati che volavano in giro per la sala e chissà cos’altro.
Inutile dire che il film era ridicolo e il 3D del tutto superfluo.
Lo stesso è successo con il tanto discusso “AVATAR” che, per quanto mi riguarda, è solo noioso e prevedibile, una copia blu di “POCAHONTAS” (che già non è proprio uno dei miei preferiti, tra i film della Disney, n.d.r.).
Qualche piccola emozione, lo ammetto, l’ho provata con “A CHRISTMAS CAROL”, perché sembrava davvero che stessero scendendo tanti bellissimi fiocchi di neve ed ho addirittura allungato una mano per afferrarli (sì, ho 5 anni.).
Ma, sinceramente, andare a vedere “TITANIC” in 3D… proprio NO.
E dirò di più: andare a vedere “TITANIC” e basta… proprio NO!
Ok, è il centenario dell’affondamento (quindi lucriamoci un po’ sopra, mi pare giusto.), c’è gente che non l’ha ancora visto (io non ho ancora visto un sacco di film degli anni ’20, ma nessuno mi fa la cortesia di riproiettarli al cinema.) e potrà innamorarsene adesso, ecc.
Ma io l’ho visto, signore e signori. L’ho visto e rivisto.
Ho la VHS (sì, proprio la VHS, mica il DVD o il BlueRay!) originale, ho duecentomila speciali registrati dalla TV… ma bastaaaaa!
Sono una che si strappa i capelli di fronte a Leonardo (dai tempi di “Ritorno dal Nulla”, grazie al quale mi sono follemente innamorata, perché ero hipster, chiaramente.), ma non muoio dalla voglia di buttare via i miei soldi (che poi il 3D costa, eh!) per rivedere un film trito e ritrito e che, tra l’altro, non rientra neppure nella mia rosa dei favoriti (sia in generale che tra quelli di Leonardo).
Quindi BASTA con i millemila links a riguardo su facebook; BASTA con le immagini che dimostrano quanto spazio ci fosse su quella maledetta porta sulla quale si rifugia Rose alla fine (maddddai??!); BASTA con le parodie, le curiosità e “My Heart Will Go On” a palla ovunque!
E’ un bel film sull’affondamento di una grossa nave, ha fatto la Storia del cinema per svariati motivi, ma sapete una cosa? A me, la storia d’amore tra Jack e Rose non ha mai convinto.
Credo che sia stata una fortuna, per lui, morire nell’Oceano Atlantico, giovane, bello e pieno di sogni, perché non avrebbe mai funzionato con Rose, nel mondo reale.
Lei avrebbe lasciato la sua famiglia e la vita agiata a cui era abituata da sempre, avrebbero vissuto in povertà estrema cercando di arrangiarsi, senza neppure conoscersi sul serio, e sarebbero probabilmente arrivati a detestarsi e a rimpiangere di aver corso così tanto per una storiella nata in vacanza, ritrovandosi con decine di figli non voluti.
Sarò cinica, ma non ho mai creduto al colpo di fulmine (che poi vuol dire: “Sei figo/a, te la/o darei anche subito!”) spacciato per ammmore eterno (per il quale serve ben più di uno sguardo, cosa che ammetterebbero anche Romeo e Giulietta, che l’hanno imparato a proprie spese.).

Certo che mi infervoro proprio per le cose più inutili, eh. O_o

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Superpoteri.

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So you wanna be a rock’n’roll star?

Ma poi, diciamoci la verità: mi manca avere una band.
Senza nulla togliere agli Scar’s Basement, che almeno mi fanno sfogare un po’ acusticamente, ma poter urlare in un microfono in mezzo al casino distorto è tutta un’altra cosa.
In realtà, sono sempre stata un po’ sfortunata, musicalmente parlando.
Ho suonato con diverse persone, ma non sono mai riuscita a fare davvero quello a cui ambisco da anni. Si finiva sempre, dopo un po’, a comporre orecchiabilissimi pezzi poppeggianti, cosa che io non so affatto gestire, soprattutto con la voce strana che mi ritrovo.
E pensare che non chiedo chissà cosa, anzi. Trovo che la semplicità sia sempre efficace, in tutti gli ambiti.
Penso a band come Queen Adreena, Hole, i primi Flyleaf, qualcosa dei Pretty Reckless, L7, Jack Off Jill, Blood Red Shoes, The Worsties… ma ci vuole poi così tanto??
Se fossi davvero brava, mi metterei a fare la cantautrice, ma la verità è che le mie capacità di chitarrista sono decisamente limitate e lo dimostrano le canzoni che scrivo di solito, praticamente tutte uguali. -_-”
Inoltre, ripeto, acusticamente non riesco a sfogare tutti i miei bisogni musicali, purtroppo.
Ora come ora, sono anche abbastanza pezzente e non potrei neppure permettermi di pagare settimanalmente una sala prove, quindi mi giustifico in questo modo.
Ma la verità, nuda e cruda, è che mi sono leggermente rotta le scatole di cercare gente che abbia voglia di suonare, per poi scoprire che abbiamo idee ed obiettivi totalmente distanti e lasciar perdere per l’ennesima volta.
Il mio povero Heartbreaker della Daisy Rock marcirà in solitudine dietro all’armadio, sigh. T_T

 

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“Elizabethtown”.

Categorie: Imagine, Somebody told me | 2 commenti

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