Archivi del mese: settembre 2012

Cospirazionismo, mapperfavore!

Sul serio, parliamone.
Ancora una volta, lo scenario è quello orrendamente bianco e blu di faccialibro, giusto per dare qualche coordinata.
Lo so benissimo che qualcuno starà pensando “Ma se ti danno fastidio così tante cose di quel social network, perché non ti cancelli e basta?”.
Ma il problema non è il social network in sé, quanto piuttosto la gente che lo frequenta.
E la gente, purtroppo, non si può mica “cancellare” sul serio!
Che poi a me la gente piace.
A volte.
A piccole dosi.
Da lontano.
Poco.
Solo in minima parte.
Ma non è questo il punto!
Per quanto faccialibro possa evolversi (quasi per niente), aggiungere applicazioni (per lo più inutili), modificare l’aspetto (sempre peggio) e, di conseguenza, il suo popolo si metta d’impegno a cercare modi sempre nuovi di mostrare al resto dell’umanità la propria invereconda coglionaggine, c’è una costante, un punto fermo, una Stella Polare che non si è mai spenta, dagli inizi di tutto ad oggi… la mania di persecuzione.
Pochi, veramente pochissimi utenti fb ne sono immuni.
Per il resto, è tutto un continuo: “Ahh, ma tanto lo so che tizio viene a farsi i cazzi miei sul mio profilo!”, “Ehh, ma comunque Caio è uno stupido, ha scritto dove abita!”, “Uuh, ma sempronio crede di farmela? Io so come si può vedere chi visita il tuo profilo!”, “Attenzione, FaceBook (come se poi fosse una persona) sta cambiando le nostre opzioni di privacy! Cliccate in alto a destra, poi in basso a sinistra, poi prendete la prima uscita della rotonda, andate oltre la chiesa, chiedete informazioni al benzinaio e voilà, avrete di nuovo tutto SICURO!“.
E via dicendo.
Questi tipi di discorsi, lo giuro, mi fanno imbestialire come poche cose al mondo.
FaceBook è nato APPOSITAMENTE per farsi i cazzi degli altri e TUTTI NOI ci siamo iscritti proprio per questo motivo!
Di conseguenza, se non voglio che si sappia che sono bassa e con i denti da castoro (non sto romanzando, n.d.r.), non pubblicherò lì una mia foto in cui sono in piedi accanto a Michael Jordan e sorrido, per dirne una.
Ma poi cos’è tutta questa convinzione di essere al centro delle altrui cospirazioni (è vero solo se si tratta di fidanzati, ex (tuoi o suoi) e/o corteggiatori) e, quindi, costantemente sotto controllo?
Forse sono un’esibizionista (cosa probabile), una poser (cosa certa) o un’irresponsabile (cosa ovvia), ma a me non frega assolutamente nulla di chi viene a leggere cosa.
Semplicemente perché, se una cosa è davvero privata, non la comunicherò ai miei amici tramite aggiornamento di status, ma di persona.
Non credo sia così difficile, o sbaglio?

Vi lascio con un pezzo di FALLing Playlist tutto da ascoltare, guardare, sentire.

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Indovinello.

Ok, adesso lo so.
Il 12 Dicembre 2012 morirò.
Chi indovina il perché?

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Climax.

Piove.
Sono sveglia dalle 6.50 e piove.
E’ sabato, sono sveglia dalle 6.50 e piove.
Sto tanto male, è sabato, sono sveglia dalle 6.50 e piove.
Oggi pomeriggio devo lavorare, sto tanto male, è sabato, sono sveglia dalle 6.50 e piove.
E invece vorrei soltanto starmene qui, con la mia coperta stampata di morbidini, a sorseggiare té&miele guardando fuori.
In attesa.

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In short.

Lo so che in questi giorni sono breve e fin troppo concisa, ma presto tornerò a riempire sul serio le pagine, lo prometto.
A me stessa, s’intende.
Però mi farebbe sembrare la giornata incompleta, non venir qui a lasciar cadere, anche distrattamente, la quotidiana goccia d’Autunno.
La FALLing Playlist scalda con più efficacia, quando viene condivisa. 🙂

Mi attende un altro sabato lavorativo e spero che la compagnia del PropolGola sia sufficiente a rendermelo meno pesante almeno dal punto di vista degli acciacchi di stagione. Che poi sono tra i rarissimi aspetti negativi dell’Autunno, ora che ci penso.
Uhm…

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Ne aggiungiamo altri? :)

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FALLing slowly.

Se avete la sfortuna di vivere in quella parte d’Italia (o di mondo) in cui, nonostante sia quasi finito Settembre, è ancora estate… prendete come un mio regalo appositamente per voi questo video e questa canzone deliziosamente Autunnali. 🙂

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Yay!

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Good nightmares.

E’ stata una di quelle giornate lunghissime, di cui non si riesce a vedere la fine anche quando sono effettivamente finite.
Potrei raccontarvi della sensazione di trionfo provata ad avere IL COMPITO di spulciare la sezione dei libri per bambini in biblioteca, o di quanto mi sia sentita (cosa assolutamente non da me) timida ed orgogliosa di me stessa quando ho sentito quella divertente e lusinghiera presentazione del mio lavoro (e della mia persona) da parte della mia capa, mentre me ne stavo rannicchiata di fronte a tutti i genitori dei marmocchi.
Potrei dirvi di come io trovi patetico e frustrante l’atteggiamento di persone che speravo potessero diventare importanti, o quantomeno qualcosa di più che semplici nomi da saltare in rubrica.
Ma non ho le parole giuste, stasera, né le palpebre sufficientemente disposte a farmi guardare il monitor per il tempo necessario.
Vi lascerò soltanto un altro frammento di FALLing Playlist, Autunnale ma anche allegro, scacciapensieri e, chissà, allontanaincubi.

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Grey morning.

Oggi, Settembre mi ha regalato un risveglio davvero autunnale.
Il mattino annegava nella nebbia e la mia felpa coloratissima non sembrava abbastanza per il vento tagliente.
Se solo avessi comprato un nuovo lettore mp3, avrei divorato la mia FALLing Playlist fino a farne indigestione.
Ve ne lascio un altro pezzetto, come promesso.

 

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Casi umani. – Episodio 1.

Tra un “pensiero da viaggio” e l’altro, oggi, tornando a casa dopo il lavoro, sono approdata ad un ricordo che, sinceramente, avrei volentieri rimosso.
Mi è tornata in mente una persona… no, mi correggo, UN PERSONAGGIO, che non fa più parte della mia vita da ormai molto tempo.
Grazie al cielo, aggiungerei.
Così, mi sono messa a fare un bilancio della gente improbabile con la quale ho avuto a che fare nel corso degli anni, selezionando solo per voi i migliori in una rubrica dal titolo “CASI UMANI”.
Ed ecco, di seguito, l’episodio pilota:

  • L’ORSACCHIOTTO DARK (come lui stesso amava definirsi).
    Era il lontano 2003 e una delle mie migliori amiche stava portando avanti, da mesi, una platonica relazione telematica con un tizio che, sulla carta, sembrava essere perfetto per lei.
    Giunto il giorno del fatidico incontro tra i due, lui le comunicò che sarebbe arrivato al nostro paese (viveva in un altro posto, n.d.r.) insieme ad un amico, così fui costretta ad entrare in scena io, come intrattenitrice di quest’ultimo.
    All’epoca ero una persona molto più tollerante, ingenua e socievole, rispetto ad oggi, per cui la mattinata passò senza apparenti intoppi, tra una chiacchiera e l’altra.
    Nonostante il tizio si fosse portato dietro una chitarra classica con la quale sapeva suonare solo “More Than Words” degli Extreme e continuasse a fissarmi insistentemente raccontandomi aneddoti banali e noiosi riguardo la sua fantomatica etica da metallaro duro e puro.
    Mi chiese il numero di telefono ed io, senza minimamente sospettare delle sue intenzioni, glielo concessi con tranquillità, pensando di aver trovato un nuovo amico. (Mi rimangio quanto detto poco sopra: non ero ingenua, ero proprio idiota.)
    Seguirono settimane di continui sms, chattate piene di emoticon e telefonate lunghissime.
    Un giorno, avendo lasciato il cellulare chissà dove, non risposi per un po’ ai suoi messaggi… così pensò bene di chiamare a casa dei miei, cercando il numero sull’elenco! O_o
    Fu allora che iniziai (finalmente!) a farmi qualche domanda e fargli qualche appunto sulla sua inappropriata insistenza.
    Saltò fuori che il suo amico (che alla fine non concluse nulla con la mia amica, ma sono ancora oggi molto uniti.), prima del famoso viaggio, gli aveva già parlato di me, mostrandogli delle foto (internet è IL MALE, l’ho scoperto allora e continuo a sostenerlo.) e passandogli le poche informazioni sul mio conto che aveva carpito dalle conversazioni con la mia amica.
    E che lui, ovviamente, “mi amava”.
    Vorrei ancora ripetere che, a quei tempi, avevo le capacità intuitive di un comodino e pensavo che il mondo fosse popolato da fate e folletti, quindi mi limitai a dirgli, gentilmente, che non potevo ricambiarlo, anche perché non ci conoscevamo per niente.
    Ma lui non si fermò di fronte a questo.
    “Ho capito tutto di te dal modo in cui ti siedi. Sei una persona molto sensibile, generosa e davvero matura.” (cit.)
    Aprì un blog appositamente per scrivere “poesie” sul mio conto, dedicandole “al colore verde” (chi conosce il mio nome, può comprendere la tristezza infinita di questa cosa.) e continuò a cercarmi sempre e comunque, progettando il nostro prossimo incontro, nonostante io cercassi di fargli capire che non mi interessava affatto.
    Provai perfino ad inventarmi un fidanzato, ma non bastò, così smisi di rispondere alle sue telefonate, lo cancellai da MSN e cercai di sparire.
    Fino alla sera in cui accadde il dramma.
    Stavo andando al cinema con le mie amiche e lui aveva già provato a chiamarmi duecentoquarantamila volte circa.
    Ad un certo punto, senza preavviso, una delle ragazze mi strappò il cellulare di mano e rispose, URLANDO qualcosa tipo: “Ma basta! Bastaaa! Non l’hai capito che non vuole parlarti?? Non l’hai capito che hai rotto?? Non ti vuole! Non-ti-vuo-le! Ma vaffanculo!”, mentre lui tentava di costruire una frase di senso compiuto, TRA LE LACRIME.
    Ero sconvolta e sollevata, non sapevo se ridere o sentirmi in colpa per il povero maniaco.
    Non mi chiamò più, naturalmente.
    Ma continuò a scrivermi.
    “Mi hai rovinato la vita! Sei un’insensibile, un’egoista, una bambina! Mi hai conficcato una lancia nel cuore!”
    A quel punto ero ormai esausta e volevo che morisse, infatti la mia unica risposta fu: “Intendi l’auto?”.
    Non si fece mai più vivo, inutile dirlo.
    Litigò a morte anche con il suo amico che, giustamente, lo accusò di essere uno psicolabile (come lo chiamavano tutte le mie amiche) e si scusò infinite volte con me per l’assurdo accaduto.
    Grazie al potere di facebook, ho recentemente scoperto che costui è diventato un bravo violinista, ha perso circa cinquemila chili (sì, perché era anche bellissimo, naturalmente.) ed ha una fidanzata molto carina.
    Spero si sia anche fatto curare.

Il primo episodio della mia nuova ed interessantissima rubrica è concluso, ma vi assicuro che ce ne saranno degli altri, anche più entusiasmanti di questo.
E tutti tristemente reali.
Alla prossima, stay insane!

Categorie: Ordinary li(f)e, Somebody told me | 9 commenti

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