Happiness is a choice.

“…because I’m better than this…”

Ieri sera ho cantato questa frase tra me e me per ore, credendoci fermamente.

È stata una Vigilia strana. Non per le cose diverse, ma per via di quelle uguali.

I nervi scoperti, i soliti difetti, le ferite aperte… ieri era tutto più evidente, ai miei occhi. Ho occhi stranieri, adesso, non solo estranei, e penso che questo aggiunga sfumature al quadro d’insieme.

Sono grata, immensamente e profondamente grata, per i tesori ricevuti, conquistati, o trovati per caso lungo i sentieri della mia avventura. Grata per tutto.

Anche se il mio giorno, la mia festa, il mio Natale, lo immagino diverso, ho capito che non è qui che potrò trovarlo e non è dagli altri che posso pretenderlo.

Va bene essere tristi, non è come essere infelici, è molto diverso.

Ieri ero triste, nonostante gli sforzi per evitarlo, nonostante quello che ci si potrebbe aspettare da me alla Vigilia di Natale. Ero triste e l’ho accettato, non è una colpa, né una vergogna.

L’ho accettato perché so cosa fare per non esserlo più, lo so perfettamente ormai, dopo tutti questi anni e tutti questi viaggi. So dov’è l’interruttore e so come raggiungerlo per riaccendere la gioia.

Clic.

Buon Natale, ogni volta che lo VORRETE.

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Categorie: Uncategorized | 6 commenti

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6 pensieri su “Happiness is a choice.

  1. Già, è tutta una questione di scelte, ma non solo le nostre.
    Nel frattempo che noi abbiamo fatto le nostre, gli altri hanno fatto le loro.
    Questo è quello che ho scoperto io a questo Natale.
    Abbracci!

    • Esatto. Credo di non aver considerato questo fattore fondamentale per molto tempo, restando impantanata nella mia convinzione di poter controllare tutto.

  2. Ma sei sicura di non essere me? Magari è successo qualcosa in stile Quel Pazzo Venerdì, possibile?
    Io, comunque, alla vigilia ho pianto come non facevo dalla volta in cui ho guardato I Segreti di Brokeback Mountain. E va bene così.

  3. mi ritrovo nella sensazione che descrivi.
    la differenza tra infelicità e tristezza è sottile, e a volte anche crudele. ma può essere il punto da cui (ri) partire per cercare lo spirito “natalizio” più vicino a ciò che noi sentiamo e siamo, indipendentemente da tutto il contorno.

    felici giorni 🙂

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