La donna che non sapeva usare le sopracciglia.

Quando io ed M. ci siamo conosciuti, è stata chiara da subito la cosa che più ci avrebbe uniti: abbiamo entrambi l’incredibile capacità di andare avanti per anni (sul serio, anni.) inventando scenari assurdi su qualsivoglia idiozia, fino a renderli talmente precisi e vividi da usarli come esempio in situazioni reali.
Ricordo perfettamente il momento in cui è nato l’universo di Nick Manetti, per dirne una.
Passeggiavamo per le vie della ridente Pietralata (quartiere di Roma rinomato per… no, ok, non riesco a trovare una cosa plausibile, però ci abitavo io, quindi è figo ebbasta.), quando, dal nulla, abbiamo iniziato a parlarci in modo melodrammatico, appellandoci a vicenda come Nick Manetti e Brittany Marvin (chiaro omaggio alla Murphy che, all’epoca, era ancora viva, sigh.).
Ecco, non ci siamo mai più fermati.
Nel giro di qualche mese, lo scherzo è andato avanti talmente tanto, arricchendosi di particolari e vicende immaginarie, che una sera, su MSN (come suona vintage, mamma mia.), abbiamo deciso di scrivere una sceneggiatura e – udite udite – provare a trasformare il tutto in una graphic novel.
Poi ci siamo ricordati di non avere alcuna capacità in ambito fumettistico, così l’idea si è spostata su foto di gente reale modificate al pc di modo da farle sembrare disegni.
Tra Lazio e Piemonte, siamo riusciti a coinvolgere un numero incredibile di persone disposte ad interpretare i vari personaggi della storia (che poi è un banale poliziesco-noir, con le classiche battutacce da eroe anni ’80.) ed abbiamo inscenato sparatorie nel cortile della mia vecchia casa, rapimenti in camera delle mie coinquiline sicule, ritrovamenti di cadaveri nel cortile di un amico di M. (con tanto di vecchia affacciata alla finestra ad osservare il tutto con aria allibita), scazzottate davanti ad un locale e così via.
Ci sono voluti mesi, dato che vivevamo ancora a 700 KM l’uno dall’altra e potevamo vederci solo certi weekend, ma ce l’abbiamo fatta.
Avevo perfino iniziato ad elaborare le foto (io che di Photoshop so meno di niente, tra l’altro.), quand’ecco che ho fatto una scoperta terribile.

In tutti gli scatti in cui appariva il mio personaggio (Brittany, appunto: una tizia che uccide un sacco di gente sempre per caso, non si sa come.), qualunque fosse la situazione, la mia faccia era sempre la stessa.
Più o meno così:

112778_story__1

Eppure ricordavo bene di essermi impegnata, ero convinta che in ogni scatto si sarebbe notato quanto stessi trattenendo le risate, avevo perfino avuto paura di essere davvero strangolata da mio marito… invece niente, la mia faccia esprimeva il vuoto più assoluto.
Così M. mi ha fatto notare il problema: NON SO USARE LE SOPRACCIGLIA.
Davvero, è tutto lì, a quanto pare non le muovo abbastanza da rendere le mie espressioni riconoscibili!
E’ stato un duro colpo, questa nuova consapevolezza ha messo fine ad ogni mia aspirazione nell’ambito della recitazione.
Poi in realtà il progetto non è mai stato portato a termine perché siamo troppo pigri per scrivere i dialoghi, ma non si può mai sapere, le foto sono sempre lì e i poveri amici che si sono prestati ad interpretare i vari personaggi chiedono a gran voce da anni ed anni di vedere il lavoro finito.
Questa dovrebbe essere la copertina, tra l’altro:

ManCopertina

Da notare la posizione naturalissima del soggetto e la qualità sopraffina dell’immagine. XD

Tutta questa premessa lunghissima, per dire che una band di Torino (cioè, non proprio Torino, ma lì intorno, dai.) mi ha chiesto di apparire nel loro nuovo video (nonché di collaborare al nuovo album, ma quella è un’altra storia in cui sono in questione le mie dubbie capacità musicali, non le mie sopracciglia.).
Ora, no, non si tratta di quei video in cui un po’ di gente finge di pogare ad un concerto, credo ci sia di mezzo una specie di trama, il che rende inevitabile l’utilizzare la faccia in un certo modo.
A parte che la suddetta band non mi vede da circa un anno e probabilmente hanno un ricordo distorto di me; a parte che loro sono dei punkettoni puri e crudi e io ho la credibilità di un pulcino con gli anfibi; a parte che qualcuno qui sa bene che davanti ad una telecamera mi comporto come un’idiota totale (quel qualcuno confermi la mia versione, grazie.); a parte che mi vergogno tantissimo all’idea…
Loro hanno già deciso che la cosa si farà, io per ora mi tengo sul vago e sto valutando un trapianto di sopracciglia… dite che esiste?

Annunci
Categorie: Imagine, io dico solo, Ordinary li(f)e | 4 commenti

Navigazione articolo

4 pensieri su “La donna che non sapeva usare le sopracciglia.

  1. You can always tell an expert! Thanks for couinibrttng.

  2. firesidechats21

    Buongiorno a tutti, sono quel Qualcuno e confermo.

    • Grazie per il supporto. Tecnico e morale!

      • Hemskt att det gör sÃ¥ ont i hjärtat.Ni är förebilder för bÃ¥de äldre och unga, fortsätt sÃ¥.Min farmor hade bröstcancer och hon överlevde det, sÃ¥ lycklig över det.Jag hoppas verkligen att vetenskapen kommer gÃ¥ lÃ¥ngt och kunna hitta botemedel.Vila i frid Johanna.

What d'you think about this?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: