Day 45 – Better off alone.

Non voglio dare l’impressione di essere una persona asociale, non è esattamente così, lo giuro.
E’ che mi piace stare con la gente solo a piccole dosi, soprattutto per quanto riguarda determinati contesti.
Ieri, ad esempio, sono stata a Greenwich con un’amica.
A parte che mi ha tartassata di messaggi su whatsapp per capire dove e quando incontrarci, chiedendomi insistentemente cose che le avevo spiegato già diverse volte… e va bene, magari è questione di lingua, ci può stare.
A parte che, dopo tutto ciò, ho trascorso quaranta minuti ad aspettarla perché, COMUNQUE, non aveva capito niente… ma ok, passi.
Però, viaggiare più di un’ora per raggiungere l’altra parte della città e poi non aver voglia di visitarla… NO, non lo posso accettare.
Ho provato ad andarle incontro, evitando di fermarmi proprio ogni quattro secondi (come farei normalmente) per fotografare ogni singolo angolo del posto, ma mi sono impuntata sul vedere tutto ciò che c’era da vedere.
Ci sono poche, pochissime persone con cui io riesca ad esplorare come mi piace davvero, senza sentirmi sotto pressione o a disagio, per questo preferisco fare “la turista” per conto mio, quando ne ho l’occasione.
Motivo per il quale, oggi, ho evitato semplicemente di accedere a whatsapp e, dopo una colazione all’americana di tutto rispetto, sono uscita di casa da sola, col mio impermeabile e musica random in sottofondo.
La pioggia insistente suggeriva di ripararsi in qualche posto abbastanza grande da riempire diverse ore, così ho optato per il Science Museum, l’unico tra i musei di South Kensington che ancora mi mancava.
Il problema di posti del genere è che mi scatenano istantaneamente la nostalgia di M., ché in mezzo a tutta quella roba spaziale, i progressi della Psicologia, le stampanti 3D e tutto il resto, si sentirebbe come un bambino in un negozio di caramelle.
Ho provato tutti gli esperimenti disponibili e giocato con le installazioni interattive fino a sentire il cervello esausto, dopodiché ho assistito ad una scena orribile.
Un gruppo di ragazzini sugli 11 anni stava pestando un coetaneo, nel bel mezzo di una sala del museo, senza che nessuno alzasse un dito.
Erano 4 o 5, lo prendevano a calci e pugni in faccia, lui era immobile e piangeva, provando a coprirsi la testa.
Istintivamente, gli sono corsa incontro urlando di smetterla, così lui è riuscito a scappare e gli sono andata dietro.
Ho provato a parlargli, per capire cosa stesse succedendo, se fossero con qualche adulto (avevano tutta l’aria di una comitiva in gita scolastica), ma non capiva l’inglese, così mi sono guardata intorno per capire cosa fare e lui è andato via, probabilmente spaventato dalle conseguenze.
Perché penso che ci saranno, a giudicare dall’atteggiamento degli altri, dal modo in cui lo tenevano in pugno in pubblico senza problemi.
Mi sono sentita disgustata, arrabbiata, impotente.
Mi sono chiesta perché nessuno fosse intervenuto prima di me, di fronte a tanta violenza, perché non erano bambini che litigano, era un pestaggio vero e proprio.
Fuori, mi ha accolta la pioggia, e ne avevo bisogno.

IL MOMENTO FELICE: un pezzetto di Luna, quella vera.

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Categorie: Ordinary li(f)e, TheLondonAdventures | 4 commenti

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4 pensieri su “Day 45 – Better off alone.

  1. Aggredita verbalmente con una certa violenza su un bus a Londra, non ho ricevuto il supporto di una sola delle persone presenti, esclusa mia moglie che però si era dovuta sedere molto distante -il bus era completamente pieno-. E questo nonostante la ragione per cui mi avevano aggredito era che avevo chiesto loro semplicemente di abbassare la voce (cantavano a squaciagola da più di mezz’ora visibilmente disturbando l’intero bus e senza che nessun’altro avesse il coraggio di farsi valere).
    Io so difendermi, ma sono rimasta comunque amareggiata. Solo dopo che sono scesi un signore anziano mi ha rivolto parole di conforto, vergognandosi per i suoi concittadini. Una singola persona su quanti posti occupati?

    Straziante l’indolenza del prossimo, in ogni sua forma.

  2. firesidechats21

    In quei momenti ti ritrovi quasi “smarrito” nell’indifferenza degli altri. Possibile? ti chiedi. A quanto pare sì.

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