Day 27 – Bad one.

C’è che non ho bisogno di aspettare fino a stasera per sapere come andrà questa giornata.
Piove come ci si aspetterebbe da Londra, sono debole e dolorante ed ho una tazza fumante di Earl Grey accanto al pc, quindi il finale è abbastanza prevedibile.
La scorsa notte è stata un po’ difficile, con la testa sovraccarica di pensieri strani, inquinati, e gli occhi spalancati ad osservare il buio circostante.
Finché il rilevatore di movimento non si è illumato di colpo, “flashandomi” per completare l’opera ed aggiungere anche un po’ di paranoia su ladri, animali e spettri, al quadro generale.
Il risultato è una faccia (ulteriormente) devastata dalla stanchezza, con occhiaie profonde come crateri, un simpatico colorito grigiastro e gonfiore diffuso.
Ultimamente mi trucco davvero pochissimo; non che sia mai stata un’esperta in questo campo, ma diciamo che raramente mi si vede in pubblico senza uno spesso strato di matita nera sotto agli occhi e, a volte, mi piace dare colore anche alle palpebre, con phard dalle tonalità piuttosto forti.
Oggi non ci ho neppure provato, a migliorare il disastro, o perlomeno a mascherarlo in qualche modo.
Ho optato per la quiete della mia stanza, dopo aver finito il turno del mattino, e spero vivamente in un pomeriggio altrettanto tranquillo, se i marmocchi me lo concederanno.
Sto bene, qui, ma credo di dover ancora fare dei piccoli passi per abbattere del tutto le barriere che mi impediscono di sentirmi del tutto a Casa.
Ho scelto di non portare Bianchino con me, alla fine, perché avevo troppa paura di come sarebbe stato questo nuovo capitolo, ma credo che sia arrivato il momento di farlo entrare anche qui. Magari saprà proteggermi dai fantasmi anche in un’altra Nazione, non credo che sia una questione di lingua.
L’altro particolare è che sto utilizzando le semplici tazze bianche dell’Ikea che ho trovato in dotazione con la mia piccola cucina.
Non so se mi spiego: io, la donna con centinaia di tazze di ogni forma, colore, dimensione possibile… non ho ancora comprato neppure UNA tazza che sia davvero mia, da quando mi sono trasferita!
Ne ho viste molte davvero belle, in giro, ma tutte le volte ho rimandato l’acquisto, pensando che “tanto posso tornare in questo negozio quando mi pare, non sono mica in vacanza“.
Poi arrivano i giorni così e mi rendo conto di quanto la tazza giusta sappia tirar fuori tutte le proprietà magiche di quello che ci verso dentro.
E questo tè è buono e fa bene, oggi, ma forse non del tutto, non come dovrebbe.
Forse è colpa della tazza bianca.

IL MOMENTO FELICE: prendere l’iniziativa.

2011-11-01-teaforabetterworld

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Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e, TheLondonAdventures | Tag: | 5 commenti

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5 pensieri su “Day 27 – Bad one.

  1. firesidechats21

    Dice bene Stefy, comprati subito una tua tazza!!

  2. Non disperare, ti sentirai a casa quando smetterai di pensarci. Ma personalizzare un muro con delle foto o comprarti la TUA tazza è decisamente terapeutico. Fallo immediately! 🙂
    Un abbraccio!

    • Purtroppo ho un po’ di problemi col concetto di “Casa” in generale, praticamente da sempre.
      Londra è stata il primo posto che io abbia chiamato così in vita mia, moltissimi anni fa,solo che adesso è diverso. IO sono diversa,ecco.
      Ho smesso di forzarmi da tempo, in quel senso, quindi ora devo solo capire che diavolo di persona è quella che sono diventata e il resto verrà da sé! 🙂

      • Capirsi a volte è tremendamente complicato. Per questo scriviamo sui blog 😀 buona ricerca!!!

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