Day 15 – Down the streets.

Credevo fermamente che andare al Victoria&Albert Museum di sabato mattina non fosse una buona idea e che sarei stata schiacciata dai turisti.
Invece no.
Proprio no.
A parte la piccola folla che si aggirava al piano terra, nella sala dedicata al Rinascimento, il resto delle gallerie era colmo di un silenzio innaturale, spezzato solo dalla musica classica in filodiffusione e dai miei passi da imbranata.
Non mi spiego il perché.
Il V&A è ben organizzato, ben fornito, ben posizionato, ben tenuto.
E’ proprio il classico bel museo in cui è facile perdersi per delle ore, tra le raffigurazioni scultoree dei miti greci, tra gli enormi dipinti di Raffaello, tra gli affascinanti abiti d’epoca (di OGNI epoca), tra gli oggetti di arredamento e design dall’800 ai giorni nostri (con tanto di dischi di Bowie e Sex Pistols esposti in vetrina, giustamente).
C’è tanto, ma non è overwhelming, non confonde con tutti i suoi stimoli, come succede al British Museum o alla Tate, perché le stanze sono più piccole, più intime, per poi esplodere in atrii luminosi, ampi, inondati di luce e spazio libero, in cui respirare prima di rituffarsi a capofitto nella storia.
Proprio in questo periodo, tra l’altro, il V&A ospita un’esposizione dedicata alla moda italiana (mi chiedo perché non farlo in Italia, appunto, ma tant’è.), ma non avevo molta voglia di andarci, quindi ho rimandato, per ora.
NOTA: Anche il V&A è gratuito, a parte le esposizioni temporanee.
Dato che ero in zona, ho pensato di fare un salto al National History Museum, che è proprio lì accanto, da cui mancavo da circa 7 anni.
E lì ho capito perché il V&A fosse vuoto.
TUTTO IL MONDO si trovava al NHM!
Tutto il mondo con i pargoli al seguito, tra l’altro.
Allora, c’è da dire che il NHM è un posto davvero figo in cui portare dei bambini, questo è vero.
Tutto (o quasi) è interattivo, si può toccare, si può guardare da vicino, ci si può arrampicare ovunque, ci sono gli scheletri dei dinosauri (che sono sempre fighissimi da vedere, a qualunque età), si può sperimentare in prima persona quanto sia affascinante la natura e per accedere al primo piano si entra in un grosso pianeta attraverso una scala mobile.
Insomma, lo capisco.
Ma i bambini nei musei li odio lo stesso, non c’è niente da fare.
Motivo per il quale ho saltato a piè pari tutta la parte su vulcani, terremoti (anche se sono rimasta bloccata dalla folla proprio nella zona in cui c’è la simulazione di un forte terremoto in un supermercato, cosa che mi ha messo parecchia ansia, considerando le mie esperienze passate…), cambiamenti climatici, ecc, per dedicarmi direttamente al mondo degli insetti ed affini, che non ricordavo affatto, e che aveva delle novità aggiunte negli ultimi anni.
Bene, se siete paranoici e/o germofobici, non ci andate. Mai.
C’è la ricostruzione di una mini casa in cui si possono ammirare le creature immonde che si nascondono in ogni stanza, senza che noi ce ne rendiamo neppure conto, nella vita di tutti i giorni.
Una cosa disgustosa e terrificante, non dormirò mai più sonni sereni!Dopo quello, ho evitato di andare a visitare il padiglione con centinaia di farfalle vive, perché probabilmente avrei trovato orribili anche loro (ché da vicino non sono poi così belle, eh.) e sono uscita direttamente all’aria aperta, in cerca di un caffè.

Ecco, non so perché, ma ho sempre evitato COSTA, a prescindere.
Invece ce n’era uno proprio lì sulla strada, stava iniziando a piovere (per 10 secondi, almeno) e mi ci sono rifugiata, con riluttanza.
Non lo so, davvero non lo so il perché, considerando che non ci siano poi tutte queste sostanziali differenze tra COSTA, Starbucks, Caffè Nero e così via.
Fatto sta che mi sbagliavo di grosso.
Ho optato per un “caffè caramella” che mi ha cambiato la giornata!
Buono, ma proprio buono di quel buono buono.
La cremina in cima sapeva davvero di caramella! Non caramellO, proprio caramellA!
Lo so che mi esalto con poco, lo so.

Dopodiché è stata la volta di Harrods, sempre perché ero in zona e sempre perché non ci andavo da anni.
Ecco, Harrods mi ha fatto capire quanto io sia cambiata negli ultimi anni.
Appena 7 anni fa, avrei comprato ogni singolo articolo dei peggiori negozietti “dark-punk” di Camden, senza pensarci due volte.
Ieri, avevo gli occhi a forma di cuore di fronte agli abiti bon ton floreali e pieni di merletti e tulle del primo piano di Harrods.
Dentro di me, ormai, batte il cuore di una bambina dell’alta società.
E sottolineo “bambina”, perché mi sono innamorata di abiti in stile bambola, mica di quelli complicati e preziosi che proprio non capisco quando e dove dovrebbe indossare una donna!
Ho anche trovato un paio di abiti che indosserei tranquillamente al mio matrimonio, anche se non devo affatto sposarmi, ma per cose così lo farei domani!
(Anche se non ho 10.000 sterline per comprarne anche solo uno, eh. E non sto scherzando, i prezzi erano quelli sul serio.)
Ho sbavato un po’ (un bel po’) sul cibo profumatissimo e colorato del piano terra e poi mi sono diretta senza pensare al Toy Kingdom, da sempre la mia area preferita.
Inutile dire che anche lì avrei comprato tutto, dai libri di fiabe ai pupazzi giganti, dai costumi da principessa al casco di Darth Vader.
Ma mi sono trattenuta, ché c’è un ritorno imminente in Italia da pagare, se tutto fila liscio.
(Un ritorno di un weekend che mi costerà l’iradiddio, dato che è spuntata fuori la possibilità all’ultimo minuto.)

Ieri sera ho anche assaggiato la mia prima pizza da supermercato (Waitrose), dato che era in casa e non avevo voglia di cucinare.
Faceva un po’ schifo, ma non tantissimo, io mica mi formalizzo.
In fondo sono una che saluta i bambini dal finestrino dell’autobus, mentre la lista di posti che evito di visitare finché non ci sarà M. diventa sempre più lunga, come una promessa.

IL MOMENTO FELICE: il caffè caramella!

Annunci
Categorie: Ordinary li(f)e, TheLondonAdventures | Tag: | 4 commenti

Navigazione articolo

4 pensieri su “Day 15 – Down the streets.

  1. Please let me know if you’re looking for a author for your weblog. You have some really great articles and I feel I would be a good asset. If you ever want to take some of the load off, I’d really like to write some content for your blog in exchange for a link back to mine. Please send me an email if interested. Regards!

  2. What a plrsuaee to find someone who thinks through the issues

  3. Al V&A non sono mai stata per ora. Del resto, nonostante le sei volte a Londra, troppi sono i posti che devo ancora vedere, anche perché ogni volta “perdo tempo” per tornare in posti in cui sono già stata, ma di cui non posso fare a meno.
    L’ultima volta sono stata allo Science Museum e brevemente al Natural History Museum, dove ho visto solo i dinosauri e la sezione dei pianeti e roba simile, ma visto che è immenso mi sono promessa di tornarci, ero troppo stanca per vederlo tutto dopo essere stata al museo della scienza (e quella sera avevo pure un concerto, dovevo conservare le forze per il pogo, haha). E poi voglio provare questo simulatori di terremoti che quel giorno purtroppo era chiuso, anche se la cosa mi inquieta in parte.

    Per quanto riguarda caffè e affini, io sono affezionata a Starbucks, soprattutto dopo che hanno concepito il Caramel Macchiato (dio mio, il Caramel Macchiato, che cosa divina!).
    Da Costa ci vado soltanto quando sono ad Highgate perché è l’unico in zona, ma devo dire che mi piace sedermi lì dopo essere stata al cimitero e al Waterlow Park. Ci sono sempre i ragazzini che escono da scuola nel pomeriggio e altri studenti che studiano seduti ai tavoli in fondo alla caffetteria ed è inutile dire che li invidio segretamente perché vivono a Londra, studiano a Londra, cioè, siete la fortuna fatta persona!

    Waaaa, scusa il papiro, mi stai uccidendo con questi post su Londra (in senso buono, eh), voglio tornarci!

    • Non scusarti, mi piace davvero tanto leggere i pensieri di chi questa città ce l’ha dentro da sempre come me, è come parlare di un’amica comune. 🙂

      Ti dirò, Starbucks è un’istituzione, è il mito di tutti noi che siamo cresciuti vedendo i suoi famosi bicchieri tra le mani dei personaggi del cinema e della TV, e trovo davvero molto molto buone le bevande.
      Ma, tra tutti, il mio preferito è Caffè Nero.
      Per l’atmosfera più intima, l’arredamento accogliente (che di solito da Starbucks è più moderno, squadrato, dalle forme essenziali)… e i dolci!
      Da Starbucks ho assaggiato pochissime cose davvero buone, da Caffè Nero i dolci sono fantastici, adoro tantissimo i loro muffins, per dirne una.
      Le bevande se le scopiazziano tutti a vicenda e sono piuttosto simili ovunque (anche da Patisserie Valerie, Pret a Manger, ecc), a parte alcune eccezioni che danno punti in più ad uno o all’altro, a seconda dei casi.
      Ad esempio, il Pumpkin Spice Latte di Starbucks in autunno me lo sogno la notte! *__*

      Capisco bene cosa intendi quando dici che in alcuni posti senti il bisogno di tornare anche milioni di volte, quando passi di qui, anche io ho sempre fatto così e quindi alcune cose me le sono perse.
      Voglio dire, di tutto ciò che ho visitato in queste prime settimane (e di cui ho accennato sul blog), molto era RI-visto, ma ci sono arrivata facendo percorsi alternativi e più lenti, per scoprire anche tutto il contorno ed accettare l’idea che adesso non mi corre dietro nessuno (a parte il lavoro), non ci sono aerei imminenti dietro l’angolo, se non voglio. 🙂

What d'you think about this?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: