The Beatles therapy.

Quando mia sorella minore era neonata, mio padre le cantava “Hey Jude” per farla addormentare.
Un giorno mi ha confidato di averlo sempre fatto anche per me e mia sorella maggiore.
Siamo cresciute tutte e tre conoscendo e amando la musica dei Beatles, la sua band preferita di sempre.
Ricordo la vecchia autoradio a cassette che sputava a fatica quelle canzoni immortali, durante i nostri brevi viaggi in macchina, e la sensazione di familiarità che mi hanno sempre trasmesso quelle sonorità.
Ieri, al lavoro, un bimbo ha iniziato a piangere disperatamente, senza sosta, senza possibilità di esser consolato.
Ho provato a distrarlo con qualche gioco, l’ho portato per mano a fare un giro in giardino, l’ho preso in braccio mostrandogli il mondo dalla mia prospettiva, ma non funzionava nulla.
Lui voleva solo tornare a casa dalla sua mamma, non gli importava di nient’altro, né dei giochi, né degli altri bimbi, né delle mie rassicurazioni.
La cosa è andata avanti per una ventina di minuti, finché non mi sono seduta per terra con lui avvolgendolo con le mie gambe.
Ed ho pensato ai Beatles.
Ho iniziato a canticchiare “Hey Jude”, come faceva mio padre, poi “All my loving”, “Let it be”, “I want to hold your hand” e perfino “Yellow Submarine”, che non mi è mai piaciuta.
Si è calmato di colpo, ipnotizzato da quelle parole che non poteva comprendere, ma che certamente gli hanno detto qualcosa, in qualche modo.
Sono bastati pochi minuti e altri bimbi si sono avvicinati ad ascoltare, curiosi, sistemandosi in silenzio attorno a noi.
Nessuno di loro mi ha chiesto cosa stessi cantando, o in che lingua.
Ascoltavano e basta, sentendosi improvvisamente tranquilli, al sicuro.
Proprio come me.

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Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 1 commento

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Un pensiero su “The Beatles therapy.

  1. mio papà non ha mai cantato nulla per calmarmi, mia madre invece mi cantava una filastrocca che dovrebbe suonare dolce ma che in realtà sembra parlare di cannibalismo, paragonando le cosce dei bimbi a quelle del pollo, da fare con il gonnello ed infornare. Fortuna che nell’adolescenza sono corsi i beatles in mio aiuto!

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