“Home is where your journey begins.”

Dorothy diceva che “there’s no place like home” ed io non posso che darle ragione.
Sia chiaro che sto parlando, appunto, di Home, non di House, che sono cose ben diverse, spesso e volentieri.
Gli anglofoni, in questo, sono stati furbi, mentre per me, che qui scrivo soprattutto in italiano, è praticamente obbligatorio utilizzare una C maiuscola, per fare distinzioni tra una cosa e l’altra.
Anni fa, qualcuno di cui non ricordo l’identità mi ha definita una “nomade ossessivo-compulsiva”, riferendosi al mio implicito bisogno di non fermarmi troppo a lungo in un qualsivoglia posto.
E, in un certo senso, ci aveva azzeccato.
A volte mi sono spostata di chilometri e chilometri, a volte solo di pochi metri, come in questo preciso caso.
Sto per traslocare, per l’ennesima volta, come avevo già accennato in un post precedente.
Resterò nella stessa cittadina e praticamente nello stesso quartiere, ma la sfida starà tutta nel far entrare in una casa piccolissima (in generale, non per noi.) quello che io ed M. abbiamo accumulato, in 2 anni, in una casa grandissima (per noi, non in generale).
Abbiamo tribolato abbastanza per trovare questo posto perché, a quanto pare, esistono ancora molte persone ignoranti che pensano che un minuscolo, domestico, paurosissimo gatto possa dare un qualche tipo di fastidio in condominio (nonostante ci viva da sempre).
Ma poi ecco quell’annuncio, frettoloso e conciso, appiccicato con una linguetta di nastro adesivo alle casse del supermercato dove, scoraggiata, ero proprio andata a comprare i croccantini per Morgan (good job, Karma Police!)… e nel giro di poche ore, avevamo dato l’ok ai nostri nuovi padroni di casa!
E’ ancora tutto da fare: portare via i mobili che non ci servono ed inserire i nostri; trasportare tutte le nostre cose da una casa all’altra e trovare il giusto incastro per sistemarle come si deve; qualche piccola riparazione qua e là… E poi la mia cosa preferita in assoluto: trasformarla da casa in Casa, scegliendo i colori, appendendo fotografie alle pareti, creando consuetudini, scovando i punti strategici per la nanna del morbidino…
Abbiamo già le chiavi per iniziare il trasloco, anche se entreremo ufficialmente nella nuova tana solo a Settembre.
E come potrebbe essere diversamente? Settembre porta SEMPRE aria nuova, nella mia vita, di qualunque tipo essa sia.
Oggi, nonostante la mia febbre e le mie tonsille infette, abbiamo portato le prime prove della nostra esistenza tra quelle mura ancora spoglie.
Poche cose: i miei bassi, un sacco a pelo, degli scacchi, libri e dischi.
Abbiamo ipotizzato arredi stravaganti, spostato mobili, preso misure… giocato un po’ a quelli che, in quelle stanze, ci vivono da tempo.
Guardo la mia ormai EX parete delle citazioni e la trovo inquietante, ora che è così bianca, spoglia di parole confortanti, divertenti, sagge, a volte di monito.
Sono fatta così, in queste cose: quando incomincio, non posso più fermarmi. Non per un po’, almeno.
E così, anche se non è assolutamente necessario, anche se manca ancora molto tempo, anche se non è un grande aiuto ai fini della velocità del trasloco… ho staccato dalle pareti le cartoline, le locandine, le fotografie.
Per darmi tempo di realizzare, per portarmi avanti nel cambiamento, che di per sé ha pur sempre quel retrogusto traumatico, anche quando significa migliorare.
Voglio dire, andiamo a vivere insieme di nuovo, ma stavolta DA SOLI.
E’ vero che in questi anni non abbiamo visto quasi mai il nostro coinquilino, lo ammetto, però c’era comunque la porta della sua stanza da non aprire e la porta di casa che poteva essere aperta da un momento all’altro, ecco.
Non è poco, no?
So bene che non cambierà nient’altro che la vista dalla finestra (stavolta ci sarà, finalmente, il Monviso in tutto il suo splendore, per la gioia di M.!), ma gli inizi mi piacciono, anche quando sono quasi impercettibili.
Ma poi, vogliamo dirlo? Diventerò ufficialmente polentona ad honorem, grazie alla nuova residenza!
Roba grossa, neh! (Se solo mi leggessero i miei…!)

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Categorie: Ordinary li(f)e, Somebody told me | 2 commenti

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2 pensieri su ““Home is where your journey begins.”

  1. Magari ti leggono:-))) In bocca al lupo per questa tua nuova avventura!

    • Ne dubito fortemente… mia madre ha impiegato una cosa tipo 2 anni per imparare a scrivere un sms, eheheh.
      Crepi il lupo, comunque!

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