Paint My Life.

Quando ero bambina (anagraficamente parlando, intendo.), trascorrevo moltissimo tempo disegnando.
In alcuni periodi ho anche pensato di essere bravissima a farlo (cosa assolutamente non vera, lo confermo col senno di poi.) e, in ogni caso, è sempre stata una di quelle cose su cui non ho mai ricamato improbabili fantasie legate al futuro.
Non ho mai sognato di farne un lavoro o un’arte, voglio dire, il che ha permesso a quel gesto di restare “puro”, in qualche modo.
Ero piuttosto monotematica, se devo essere sincera.
Ricordo che mi piaceva copiare le immagini dei miei cartoni animati preferiti dalle pagine del TV Sorrisi e Canzoni (soprattutto quelle delle guerriere Sailor, ovviamente.) e che, per circa un anno, ho avuto una vera e proria ossessione per un clown.
Era appeso in alto, nell’aula della scuola materna che frequentavo al mattino, durante il mio anno di primina da privatista ad una scuola pomeridiana.
Era colorato ed aveva forme morbide, semplici, molto facili da replicare.
Un giorno ho deciso di disegnarne uno uguale, nell’intervallo di tempo in cui i miei compagni andavano alla mensa ed io dovevo aspettare che mia madre venisse a prendermi.
Mi ci sono messa d’impegno, ho iniziato ad usare gli stessi identici colori, osservando attentamente i particolari… ma lei è arrivata prima che potessi terminare il mio lavoro, così mi sono detta che l’avrei ripreso il giorno seguente.
Ora, sinceramente non ricordo bene di chi sia stata la colpa, ma quello che è certo è che OGNI MALEDETTISSIMO GIORNO ricominciavo DA ZERO quel dannato disegno, senza MAI riuscire a finirlo!
Non so se fossi io a perdere il mio foglio col clown a metà o se fossero le maestre ad essere idiote e a gettarlo ogni volta, vallo a ricordare, ormai.
Probabilmente, questo trauma ha contribuito alla mia attuale avversione per i pagliacci, che trovo tristi ed inquietanti.
Quando non ero intenta a copiare immagini già esistenti, le cose andavano anche peggio.
Per un lungo periodo della mia giovane vita (tra la fine della scuola materna e l’inizio delle elementari, se non erro), ho riempito quaderni interi con un unico, monotono, terrificante scenario…
Ossia il seguente: un palazzo molto alto, visto dall’esterno, con una grande finestra all’ultimo piano, dalla quale erano visibili due bambine di profilo, una di fronte all’altra, con aria preoccupata e/o triste (la chicca erano i nasi: una specie di slash che spuntava a metà faccia, praticamente.) e un ascensore con dentro un fantasma (tipico lenzuolo bianco, per intenderci.) arrabbiato.
Giuro che l’avrò disegnato centinaia di volte, ma non saprei assolutamente spiegare il perché. O_o
E, sinceramente, mi chiedo come mai i miei genitori non mi abbiano fatto due domande a riguardo, all’epoca. Ah beh.
Al liceo, invece, disegnavo per lo più creature alate (fate, angeli, demoni et similia.) o deformi, con grosse teste oppure occhi a spirale, facce tra i denti e così via… sempre soggetti molto rassicuranti, devo dire.
Tutto ciò, per dire che oggi mi sono imbattuta in questo:

ed ho tutte le intenzioni di cimentarmi in quest’impresa, per tornare un po’ a quella sensazione di leggerezza che sa dare una matita (ma anche una penna, un gessetto, un pennarello, ecc.).
Del resto, dovrò pur tenere le dita allenate in vista del secondo livello di ArteTerapia, che tanto attendo per il prossimo Autunno, no?
Insomma, a me sembra una cosa molto carina, quindi la lascio qui per ispirare anche qualcuno di passaggio, magari.
Chiaramente non inizierò oggi, perché altrimenti non sarei coerente con il mio stile di vita procrastinante, ma prima o poi… magari martedì!

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Categorie: Imagine, Ordinary li(f)e | 8 commenti

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8 pensieri su “Paint My Life.

  1. Pingback: Paint my life – Day 1. « Awayland

  2. Mi riporti alla mente che ho un trauma col disegno. Voglio dire, ci ho provato fino al liceo, qualche volta ho anche pensato di potercela fare. Ma sono sempre stata una sega. Soprattutto ho sempre soffrito di complesso di inferiorità rispetto a chi sa disegnare bene. E io sono sempre stata circondata da esemplari del genere. Sicché ho lasciato perdere per sempre. Una mia amica illustratrice dice che è una questione di emisferi del cervello e che può dimostrarmelo. Ma non so, vorrei evitarmi l’umiliazione.

    • Fai come me: circondati di bambini (io ci lavoro, ma tu puoi procurarti, cugini, nipoti, vicini di casa, ecc.) e ti sentirai invincibile! A loro sembra fantastico qualunque scarabocchio vagamente più definito rispetto ai loro! 😀

  3. miononnoincarriola

    Io non so disegnare 😦

  4. firesidechats21

    Sai che in questo periodo stavo giusto riflettendo sul fatto che ho sempre disegnato pochissimo? Non che mi mancasse la fantasia, però boh, ho sempre lasciato perdere (magari vieni poi a scoprire che alle elementari mi avevano detto che un mio disegno era brutto ed ero rimasto malissimo o cose così) e perciò pensavo di mettermi a disegnare qualsiasi cosa mi passasse per la testa, fregandomene di proporzioni e coerenza. Tutto questo per dirti che a) da vero furfantone ti ruberò la super sifda dei 30 disegni, che b) perciò ti ringrazio e che c) sì, i pagliacci sono davvero tristi ed inquietanti 😀

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