Storie di ordinaria foto-follia.

Oggi ho scoperto di non avere foto in cui mi si veda la faccia per intero, dritta, con lo sguardo per sempre immobile verso chi osserva.
Non è un mistero che io non mi piaccia, eppure sono una grande sostenitrice, nonché “utilizzatrice” dell’autoscatto, probabilmente per puro masochismo. (Avete presente le foto storte con inquadratura dall’alto, smorfia imbecille e sovraesposizione-copri-difetti che tanto sono in voga tra le ragazzine? Ecco. Me ne vergogno abbastanza, sì, ma neanche troppo.)
Insomma, di mie foto, in qualsivoglia situazione/luogo/veste, ne esistono fin troppe, ma nessuna che possa essere utilizzata per questioni ufficiali e serie.
Oggi mi hanno chiesto una foto-tessera, in formato digitale, ed ho fatto questa orribile scoperta.
Mi sono ridotta a ritagliare la mia brutta testaccia sorridente (io non dovrei sorridere MAI, in presenza di una macchina fotografica, perché i risultati sono puntualmente abominevoli, lo giuro.) da una foto di gruppo di un paio di anni fa, ottenendo un rettangolo sgranato e quasi sicuramente inutilizzabile.
Già so che domani riceverò un’altra mail, stavolta dal tono meno gentile della prima, in cui mi si chiederà un’altra maledetta foto-tessera e questo mi mette incredibilmente ansia, perché dovrò fotografarmi in modo decente, per l’occasione.
Il fatto è che mi trovo in una settimana orribile, di quelle in cui ti appunti un ammasso informe ed ingarbugliato sulla testa e lo chiami “capelli”; di quelle in cui l’armadio sputa solo indumenti che li guardi e pensi “Ma come diavolo mi è saltato in mente di comprare una cosa del genere?? IO con QUESTO addosso??” e ti metti in mutua pur di non doverti presentare in pubblico in pigiama; di quelle in cui potresti tranquillamente vincere il titolo di Miss Occhiaie 2012, senza bisogno di gareggiare; di quelle in cui Bruce Wayne* ha un temperamento mite, a tuo confronto.
Una di quelle settimane lì, avete capito, no?
Che poi stamattina il caffè era finito (ORRORE!!!), non avevo monete per prenderne uno al bar ed ho dovuto fare un viaggio di 30 minuti in autobus e badare da sola a 29 bambini scatenati di anni 5 che continuavano a confondere “Hello” e “Bye bye” urlando ed è risaputo che la mia tolleranza per gli errori in lingua Inglese sia nettamente inferiore allo zero.
Però – attenzione! – ho appena ricevuto la tanto temuta mail e dice esattamente: “Va bene così, grazie!”, quindi posso anche smetterla di delirare e chiudere Photoshop, ché tanto la foto-tessera non è più un mio problema.

 

(*= Ovviamente intendevo Bruce BANNER, ma è una settimana difficile, dovete capirmi.)

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Categorie: Ordinary li(f)e | 2 commenti

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2 pensieri su “Storie di ordinaria foto-follia.

  1. miononnoincarriola

    Ci stavo pensando pure io ieri. Al massimo foto di 3/4.
    O metà faccia.
    No, frontali no. Non ce la faccio.

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